CONFARTIGIANATO: ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, FUORI 7 GIOVANI SU 10

È molto difficile che le aziende possano accogliere tutte le domande di “alternanza scuola-lavoro” degli studenti degli istituti tecnici e professionali. L’ipotesi più probabile, secondo uno studio di Confartigianato sull’applicazione della riforma scolastica appena entrata in vigore, è che rimanga una quota di domanda insoddisfatta pari a 7 giovani su dieci distribuita in modo molto differente sul territorio. Per questo in Basilicata, dove registriamo oltre il 15% di giovani di età 18-24 anni che sono fermi alla licenzia media inferiore, l’apprendistato resta lo strumento più idoneo per consentire ai giovani di imparare un mestiere artigiano che oggi ha poco di tradizionale e molto di innovativo e creativo. E’ quanto sostiene Confartigianato in una nota a firma del presidente lucano Antonio Miele.
L’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato sull’alternanza scuola lavoro nella prospettiva della recente riforma della scuola, definisce il perimetro delle imprese e degli studenti interessati, e propone un modello che esamina scenari alternativi di assorbimento degli studenti in alternanza scuola lavoro da parte delle imprese con dipendenti e degli enti.
Il lavoro evidenzia che nel primo anno di applicazione della riforma sono interessati all’alternanza scuola lavoro il 53,5% di alunni di Istituti tecnici e professionali e il 46,5% dei Licei. Una simulazione proposta nell’analisi evidenzia che con una maggiorazione del 30% dell’attuale rapporto tra stagisti/tirocinanti e dipendenti applicato a imprese con dipendenti ed Enti interessati si registrerebbe un gap di domanda insoddisfatta di alternanza del 44,0% degli studenti interessati; tale divario si distribuisce in modo differente sul territorio e oscilla dal 22,8% del Nord Ovest al 72,4% del Mezzogiorno. Per avere il completo assorbimento degli studenti interessati da parte di imprese ed Enti pubblici coinvolti è necessario un rapporto di 65,0 studenti in alternanza ogni 1.000 dipendenti pari a 2,3 volte l’attuale presenza nelle imprese di 28,0 stagisti/tirocinanti ogni 1.000 dipendenti. A parità di rapporto tra studenti in alternanza e dipendenti è limitato all’1,8% l’apporto potenziale degli Enti pubblici coinvolti dalla riforma, tra cui ordini e luoghi della cultura.
Per Antonio Miele gli obiettivi da perseguire sono quelli di essere utile ai ragazzi nelle scelte che dovranno fare una volta terminato il percorso di studio e colmare il divario tra il mondo del lavoro e quello scolastico in un’ottica di collaborazione formativa. L’alternanza scuola-lavoro mette per legge in contatto le scuole con le imprese e si concretizzerà con attività dentro e fuori le mura scolastiche. La collaborazione tra gli istituti e le realtà produttive del territorio potranno avvenire in diversi modi e ambiti, anche valorizzando esperienze di impresa simulata per il tramite della nostra Associazione. La missione è quella di essere un’opportunità di crescita per il ragazzo, mentre per le aziende l’occasione di poter conoscere molti più giovani su cui investire e in ogni caso facendo scoprire i vari mestieri dei quali ogni titolare d’impresa è “un maestro”. L’alternanza dunque si può attuare con dei momenti di incontro formativi con esperti esterni, ma anche con la preparazione all’attività di stage presso le “aziende ospitanti”. Per creare sinergia tra le diverse opportunità, la “Buona scuola” ha individuato varie figure in collegamento tra loro: docenti che seguono l’attività didattica in aula, tutor aziendali, docenti incaricati del rapporto con le strutture ospitanti e consulenti esterni. Le aziende interessate, con il supporto di Confartigianato, potranno entrare in contatto con la scuola di riferimento per settore che attraverso un’accurata valutazione individuerà le realtà produttive più consone per avviare collaborazioni con singoli studenti o classi intere. In quest’ottica è stato istituito il Registro nazionale per l’alternanza scuola- lavoro presso le Camere di Commercio in cui si raccolgono per il tramite dell’Associazione le adesioni delle aziende interessate ad essere coinvolte nei percorsi di alternanza.
Una volta individuati dall’istituzione scolastica le imprese da coinvolgere la scuola valuta il percorso di alternanza e provvede a certificare le competenze acquisite dai ragazzi. Al termine del percorso vengono rilasciati attestati di frequenza, certificati di competenze e crediti, utili agli studenti per il proseguo del percorso di studi e poi per affacciarsi sul mondo del lavoro anche tramite l’apprendistato.
bas04 

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