Presentato al Mibact il progetto “Le Vie delle Meraviglie – Identità e reti di integrazione della Basilicata Interna”. Quattro attrattori principali, 44 comuni e un percorso di valorizzazione dei beni culturali che supera i campanilismi e punta ad una nuova governance in cui le comunità siano portatrici di valore
“Le Vie delle Meraviglie – Identità e reti di integrazione della Basilicata Interna”, è la proposta di sostegno alla progettazione integrata di scala territoriale/locale per la valorizzazione culturale presentata al Mibact (il Ministero dei beni e delle attività culturali) dal Comune di Potenza, capofila di un raggruppamento di 44 Comuni che lavoreranno insieme sulla fruizione dei beni culturali, sviluppando azioni che generino ricadute in termini turistici. Nella rete, che si snoda sull’antico percorso della Via Herculea, sono presenti, oltre ai 4 macro-attrattori già riconosciuti dal Ministero (Museo Archeologico Nazionale di Melfi, il Museo Archeologico Nazionale e il Teatro Romano di Grumento Nova, il Museo Archeologico Nazionale e l'Area Archeologica di Venosa, il Castello di Lagopesole-Avigliano) tanti altri presidi culturali, storici, archeologici ad alto potenziale di fruizione e valorizzazione: un vero giacimento di risorse per la creazione di un’offerta turistica di tipo esperienziale, in grado di offrire al visitatore l'opportunità di vivere esperienze legate alle aree interne lucane (paesaggi, stili di vita, ambienti familiari e tradizioni che hanno radici nei secoli).
«Nell'approccio dell'idea c'è già una piccola rivoluzione culturale – sottolinea l'assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, promotore del progetto su mandato del Sindaco Dario De Luca, che ha fortemente voluto questa iniziativa – che consiste nell’acquisizione della consapevolezza che solo un modello innovativo di governance, basato sul modello di creazione dell’intelligenza collettiva, potrà garantire la reale condivisione di piattaforme progettuali comuni, p8ntanto sulla gestione associata, e valorizzando la consapevolezza circa il “valore economico” dei beni culturali, ambientali e paesaggistici. La logica di rete è l'unica che può portare il nostro territorio ad agganciare realmente le opportunità che verranno da Matera 2019, dai grandi corridoi infrastrutturali esterni, di valenza nazionale ed europea, e dalla nuova programmazione 2014-2020. Il nostro progetto si basa proprio su questo nuovo modello, che ha il suo valore intrinseco nella partecipazione dal basso che riuscirà a garantire nuova consapevolezza sulle potenzialità dei nostri paesaggi, della nostra storia, delle nostre unicità: elementi attrattivi per un turismo di qualità, attraverso cui generare valore».
Per farlo, il progetto prevede di portare identità e consapevolezza nel formare e informare le comunità locali, prime portatrici di un sapere che dovrà tramutarsi in orgoglio da trasferire all'esterno, in un'ottica partecipata. La “smart community” e le reti sono il cuore pulsante dell'azione, che riserva uno sguardo attento alla tecnologia. La valorizzazione, la connessione e la rifunzionalizzazione del patrimonio culturale storico ed archeologico verranno infatti accompagnate da una puntuale animazione del territorio (scuole, imprese, terzo settore) e dalla costruzione di reti relazionali tra nodi interni all’ambito territoriale della proposta e nodi esterni, nazionali e europei, fino all'implementazione di piattaforme conoscitive aperte e riusabili, grazie all'utilizzo degli open data”.
bas