Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale chiede che le riunioni dell’organismo “siano proficue e stiano al merito dell'incarico che il Consiglio ha dato alla Commissione, che sicuramente non è quello di limitarsi a promuovere audizioni”
“Forse sono stato facile profeta, ma bisogna prendere atto che la Commissione di inchiesta Fenice è partita con il piede sbagliato. Il voto di astensione alla proroga che ho espresso ieri è in coerenza con la posizione assunta all’insediamento della stessa e solo ed esclusivamente per dovere istituzionale parteciperò alle prossime riunioni chiedendo però che siano riunioni proficue e che stiano al merito dell'incarico che il Consiglio ha dato alla Commissione, che sicuramente non è quello di limitarsi a promuovere audizioni”. E’ quanto sostiene il capogruppo Sel in Consiglio regionale Giannino Romaniello.
“E’ il caso di ricordare – aggiunge – che in occasione della istituzione della Commissione ho sostenuto che la nascita è avvenuta sull'onda dell'emotività e su una risposta data ‘a pelle’, da parte del Presidente della Giunta, alla richiesta avanzata dei Consiglieri del Pdl più i Consiglieri del gruppo misto. Io l'ho letta come l'accettazione di una sfida a verificare cosa era avvenuto in questi anni da parte del Presidente della Giunta, lanciata dal centrodestra, una sfida che poi è proseguita, quando si è andati alla individuazione del Presidente della Commissione, tanto da portare – questo è un punto politico assolutamente non secondario – il Pd a chiedere al capogruppo del Pdl, Pagliuca, di assumere la Presidenza della Commissione”.
Romaniello sottolinea inoltre che “alla luce di una denuncia fatta da rappresentanti di comitati e di cittadini, ho trasmesso immediatamente dopo l'insediamento della Commissione di inchiesta, tutta la documentazione in possesso della terza Commissione che presiedo e che rispetto ad una serie di fatti, di eventi e di omissioni, aveva accertato e anche documentato le omissioni e le responsabilità, come è dimostrato dalla relazione che ho fatto in Consiglio alla fine di quei lavori”.
Per il capogruppo di Sel “è fondamentale chiudere quanto prima i lavori della Commissione con una relazione puntuale sulla verifica di atti amministrativi, così come prescritto per norma e cercare di lavorare come Consiglio affinché, intorno ai temi, alle questioni ambientali si impegnino energie, risorse, non solo risorse economiche, ma anche risorse umane per rimuovere ostacoli e anche per mettere nella condizione gli enti di poter fare le giuste verifiche, il giusto monitoraggio. Penso che abbiamo un dovere: quello di dare una corretta informazione ai cittadini, e contestualmente di avere consapevolezza che tutto ciò di cui disponiamo oggi, in termini di tecnologia e di struttura di competenza, sia inadeguato a verificare, a monitorare e a intervenire su processi industriali complessi che possono produrre fenomeni di inquinamento non solo delle falde acquifere, ma anche dell'aria”.
“Gli ultimi eventi riferiti al rinvenimento dei fanghi di perforazione di pozzi petroliferi del programma Tempa Rossa 2 sversati illegalmente nelle campagne del comune di Corleto Perticara ci impongono di adeguare l’azione di controllo su tutti i soggetti che a vario titolo operano sul nostro territorio e al tempo stesso di verificare l’efficacia delle azioni messe in campo per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Tutto ciò – conclude Romaniello – richiede l’accelerazione della riforma Arpab sulla base del ddl della Giunta e un adeguamento delle politiche ambientali non solo a salvaguardia del territorio quanto per la programmazione di attività ecosostenibili”.