“Siamo alle solite, assistiamo ad un nuovo furto di identità e di valore perpetrato ai danni del nostro vero patrimonio lucano: l’agroalimentare”.
È il commento di Piergiorgio Quarto presidente Coldiretti Basilicata sulla modifica unilaterale del prezzo del latte conferito dagli allevatori lucani alla cooperativa di raccolta Granlatte.
"Si tratta di una modifica a ribasso di 2 centesimi a litro che riporta il prezzo del latte alla stalla ai valori di oltre un anno fa. Il nuovo prezzo di Granlatte, cooperativa di raccolta del latte che rifornisce lo stabilimento pugliese di Granarolo, è di 39 centesimi al litro".
Per gli allevatori lucani, continua la nota di Coldiretti, non è la sola preoccupazione "il vero problema deriva da tutti i soggetti che effettuano la raccolta autonoma del latte che nascondendosi dietro Granlatte portano il prezzo alla stalla anche al di sotto di 35 centesimi con l’aggravante dell’incertezza del rispetto dei pagamenti". L’intera produzione di latte lucano è pari a 2.500 quintali al giorno, pertanto la riduzione a 35 centesimi a litro determina una perdita di valore di oltre 3 milioni di euro su base annua. “Siamo sotto pressione, aggiunge Saverio Gargano, presidente Coldiretti di Genzano di Lucania, è difficilissimo far quadrare i conti perché la riduzione del prezzo si accompagna anche a una dilazione dei pagamenti da parte dei raccoglitori locali".
Per Giuseppe Brillante, direttore Coldiretti di Basilicata, “alcuni raccoglitori sono in procinto di uscire dal mercato portando con sè i soldi degli allevatori che non sono stati giustamente onorati. Una situazione insostenibile e inaccettabile perpetrata ai danni dei produttori e dei consumatori che non ricevono alcun beneficio dalla continua riduzione del prezzo del latte alla stalla. Infatti al consumo il prezzo dei prodotti caseari e del latte alimentare da gennaio è aumentato del 10 per cento. Occorre maggiore trasparenza lungo la filiera e maggiori controlli da parte degli organi preposti, conclude Brillante. L’attenzione all’agricoltura che anche nel 2011 ha portato risultati positivi in termini di sviluppo si deve necessariamente tradurre in atti concreti sul sostegno nella costruzione di una vera filiera agricola lucana sempre più corta e premiante per coloro che professionalmente ne fanno parte attiva”.
bas 08