“Il disagio e la delicatezza dell’attuale momento nelle campagne italiane ed in quelle lucane è misurabile anche in ragione del clima di sfiducia, scoramento e dall’incertezza rispetto alla prospettiva che pervade e serpeggia da qualche anno fra gli addetti e le loro famiglie.
Difficoltà quotidiane che spesso si accompagnano a forme di insofferenza, d’intolleranza, ed anche fenomeni di protesta, spesso scorciatoie per un dissenso che appare sempre più fondato e unica valvola di sfogo che rischia di scadere in forme ancora più estreme di manifestazione, se non si individuano risposte certe e concrete, programmi e iniziative utili e funzionali ai reali bisogni” E’ quanto afferma il presidente della Cia lucana, Donato Distefano.
“La mancanza di risultati sul versante reddituale comporta la scarsa propensione agli investimenti ed il segnale peggiore che emerge in tutta la sua gravità è rappresentato dai dati dell’ultimo censimento che evidenziano come in Basilicata la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) si è ridotta di circa 100.000 HA. Si tratta di un pericoloso arretramento, che significa minor presidio e salvaguardia del territorio e contestuale anticamera di degrado e abbandono di ampi areali.
Siamo in presenza di nuovi assetti produttivi ed imprenditoriali, di un processo di riorganizzazione/scomposizione dei comparti produttivi agricoli, specie di quelli tradizionali della nostra regione quali la zootecnica, l’ortofrutticoltura e la silvicoltura ed in parte anche cerealicoltura; una riorganizzazione e nuovi processi d’impresa – aggiunge Distefano – che tendono inglobare fasi della trasformazione/vendita diretta attraverso i circuiti “brevi” di commercializzazione nonché costruire aggregati di prodotto e rapporti di filiere certe e controllabili, che bisogna necessariamente sostenere, accompagnare e rafforzare anche con un marchio di qualità lucana.
E’ tempo di rimettere in moto il buon governo e la buona programmazione oltre che una “svecchiata” qualità della spesa fondata su idee e progetti concreti in grado di rimuovere criticità e ritardi rafforzando la competitività di aziende, prodotto e territori, triade basilare per un’agroalimentare remunerativa e di qualità.
Perciò la Cia, nel formulare i migliori auguri al nuovo Assessore all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone ed all’intero nuovo esecutivo regionale, ritiene utile proporre 4 azioni prioritarie:
• Per quanto di competenza della Regione, attivare strumenti e misure concrete di compensazione per la competitività del sistema produttivo agricolo lucano capaci di incidere sull’allineamento e contenimento dei costi di produzione ed in particolare carburanti, acqua ed energia;
• Procedere ad una attenta ed approfondita valutazione in merito alla spesa relativa alle annualità 2012 e 2013 del PSR 2007/2013, partendo dalla semplificazione dei bandi e delle procedure, da una diligente gestione delle domande e dei tempi di istruttoria accompagnata da uno snellimento delle procedure burocratiche ed autorizzative, quale condizione per consentire tempi certi nella realizzazione degli investimenti. Ciò anche evitare, come purtroppo accaduto con le ultime annualità, “la cronica febbre del fine anno” rispetto al disimpegno automatico dei fondi comunitari;
• Riordino e razionalizzazione della “governance” in agricoltura: dal Dipartimento agli Enti strumentali, favorendo ottimizzazione delle funzioni e della spesa oltre che una reale semplificazione e sburocratizzazione delle procedure.
• Avviare un confronto, anche insediando con immediatezza “un gruppo di lavoro”, per l’approfondimento e le valutazioni di impatto delle proposte di Riforma PAC sull’agricoltura lucana anche al fine di tracciare le linee per la redazione di un qualificante Programma di Sviluppo Rurale ed Agroalimentare 2014/2020, perno di un nuovo progetto di politica agricola e rurale regionale oltre che di coesione economica e sociale della nostra regione.
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