La scelta di cinque “contenitori” simbolo del patrimonio archeologico lucano (Venosa, Grumento Nova, Tricarico, Metaponto e Policoro) per le Giornate di Primavera, lo storico appuntamento del FAI, rilancia il turismo archeologico che da “settore di nicchia” di quello culturale più ampio è in crescita ed ha ancora grandi potenzialità di sviluppo, specie in Basilicata. A sottolinearlo è il segretario del Centro Studi Turistici Thalia Arturo Giglio.
“I circuiti – commenta il Centro Studi Thalia – sono, dunque, la tipologia più dinamica in grado anche di generare una considerevole quota di introiti che, per il 2012, risulta essere pari al 44% del totale. Il successo dei circuiti conferma l’importanza di un’offerta integrata non solo tra le attrazioni in sé ma anche con il territorio e gli altri servizi di ospitalità. Cresce, infine, l’importanza di offrire un’esperienza coinvolgente e memorabile al turista soprattutto in senso emotivo ed intellettuale oltre che ricreativo. Chiaramente, diventa fondamentale l’utilizzo delle nuove tecnologie. Strumenti tecnologici utili non solo a facilitare la fruizione ma anche a sviluppare la narrazione e la capacità evocativa e, dunque, potenziale l’”immersione” del turista nella dimensione storica e culturale del bene visitato. I Parchi Archeologici, specie se presentano aspetti innovativi rispetto a quelli “tradizionali” e soprattutto se gestiti da società miste pubblico-privato – a parere del Centro studi Thalia – possono diventare in Basilicata uno strumento di sviluppo socio economico e di valorizzazione del territorio e delle risorse culturali, al punto da rappresentare un’opportunità di crescita dell’economia locale e di nuova occupazione. In sostanza le identità di un territorio possono essere valorizzate attraverso le archeologie (dell’ambiente, della produzione, sperimentale), determinando una nuova offerta culturale. Un esempio concreto è la sfida dell’ArcheoParco del Basileus e dell’ArcheoLab di Baragiano che si arricchisce di una nuova offerta, l’archeogame -il mistero dei simboli perduti. I punti di forza per lo sviluppo del settore sono: valenze scientifiche, valore storico-culturale, unicità dell’attrattiva per turisti, location di pregio. Le debolezze: l’isolamento territoriale e le scarse risorse. L’obiettivo è la “trasformazione” del consumatore-turista in senso emotivo, fisico, intellettuale. Ci sono le condizioni per sperimentare nuove forme di accoglienza dell’archeoturista – conclude Giglio – proprio a partire dalle Giornate di Primavera di questo fine settimana”.
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