Castelluccio: “Nel Materano forte il disagio abitativo”

“Le soluzioni offerte dal sistema tradizionale di aiuti per la casa e di operatori non sono più adeguate ad offrire una risposta. Servono azioni dirette alla rimozione degli ostacoli di natura economica e sociale”

&ldquo;Insieme alla necessit&agrave; di garantire un sostegno economico alle giovani coppie nell&rsquo;acquisto della prima casa, secondo la proposta di legge illustrata ieri dal capogruppo di Pdl-Forza Italia Michele Napoli, in provincia di Matera ci sono 5.277 famiglie considerate da un Rapporto Nomisma per conto dell&rsquo;Ater di Matera &lsquo;a disagio abitativo&rsquo; perch&eacute; con mutuo o canone di fitto superiore al 30% del reddito familiare. E sempre in provincia di Matera le famiglie in graduatoria utile in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica sono 887 mentre gli alloggi assegnati sono 3.996 e con 176 alloggi potenzialmente utilizzabili (60 per nuclei in decadenza, 81 alloggi sfitti, 35 occupati abusivamente) per le famiglie in graduatoria e un turnover annuo pari a circa 15 nuclei familiari, sarebbero necessari 36 anni ad assorbire tutte le famiglie&rdquo;.<br />E&rsquo; quanto sottolinea il vice presidente del Consiglio regionale Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) evidenziando la necessit&agrave;, di cui ha parlato il capogruppo Napoli, &ldquo;di azioni dirette alla rimozione degli ostacoli di natura economica e sociale che si presentano nelle diverse fasi della vita familiare. Il mercato delle compravendite nei due comuni centrali&nbsp; – aggiunge – &egrave; dimensionato su valori simili, tra le 500-600 compravendite all&rsquo;anno. Nel resto della provincia di Matera negli ultimi anni si sono compravendute in media 900 abitazioni in un anno mentre nella provincia di Potenza 1.500 abitazioni all&rsquo;anno. Anche nel segmento dell&rsquo;usato si conferma la maggiore variabilit&agrave; dei prezzi a Potenza rispetto a Matera e anche lo &lsquo;schiacciamento&rsquo; tuttora in corso&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Paghiamo il prezzo &ndash; dice ancora il vice presidente del Consiglio regionale&nbsp; &ndash; del fatto che l&rsquo;Italia per molti anni ha &lsquo;rimosso&rsquo; il problema casa, nella convinzione diffusa che l&rsquo;elevato tasso di propriet&agrave; fosse ormai una garanzia sufficiente della soddisfazione del fabbisogno. Nel frattempo la competenza sulle politiche abitative &egrave; stata regionalizzata mentre le risorse pubbliche sono venute meno. Le politiche abitative pubbliche si sono praticamente azzerate con l&rsquo;esaurirsi delle risorse programmate. Di conseguenza, pi&ugrave; o meno contemporaneamente, sono venuti a mancare sia una strategia nazionale sul tema casa e sia gli strumenti operativi efficienti per realizzarla. Scontiamo una situazione di profonda inadeguatezza delle risposte al disagio abitativo. Le soluzioni offerte dal sistema tradizionale di aiuti per la casa e di operatori &ndash; conclude Castelluccio – non sono pi&ugrave; adeguate ad offrire una risposta. Infatti la crescente domanda di abitazioni in affitto non trova pi&ugrave; un sufficiente supporto nel settore degli investitori istituzionali (che hanno a loro volta alienato il loro patrimonio); l&rsquo;aiuto personale per l&rsquo;affitto &egrave; inadeguato quantitativamente (dovrebbe essere almeno raddoppiato) e non risolve strutturalmente il problema, ma richiede una spesa corrente costante e crescente nel tempo (il mercato si adegua alla presenza dell&rsquo;aiuto). l&rsquo;offerta di alloggio sociale &egrave; andata riducendosi percentualmente a causa del processo di alienazione e non &egrave; pi&ugrave; in grado di dare risposte sufficienti per i bisogni delle&nbsp; citt&agrave; pi&ugrave; grandi come i nostri due capoluoghi&rdquo;.<br />

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