“Castelli, mura e torri della Basilicata” presentato a Lagopesole

A pochi anni dalla scomparsa di Lucio Santoro, uno dei più grandi maestri dell’architettura italiana, la Soprintendenza alle Belle arti e Paesaggio della Basilicata, ha portato alla luce, dopo un lungo lavoro, la sua opera: “Castelli, mura e torri della Basilicata”, un libro di due volumi, edito da Artstudiopaparo e finanziato dalla Total, presentato ieri al Castello di Lagopesole con il patrocinio della Regione Basilicata. Il volume offre agli studiosi della storia della Basilicata anche un punto di vista nuovo: la distribuzione dei castelli e delle rispettive vie di collegamento dell’intera regione.
Lo ha sottolineato Francesco Canestrini Soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, introducendo i lavori ripercorrendo le tappe che hanno portato alla realizzazione del libro, che ha permesso una mappatura sui percorsi dei castelli in Basilicata. “Un’idea commissionata molti anni fa che ha visto Santoro, cimentato in  un enorme lavoro di raccolta del materiale e catalogazione, che seppur si ferma a venti anni fa –ha evidenziato Canestrini – è prezioso, che è nostra intenzione aggiornare nel futuro.  La Soprintendenza – ha continuato – attraverso i Pon strumenti finanziari del Ministero, porterà avanti una serie di azioni per la valorizzazione di questi percorsi, affinché tutti possano conoscere gli itinerari della Basilicata e dei suoi castelli. “Un libro che colma un vuoto di conoscenza, così Leonardo Nardella, segretario regionale del Mibact che portando i saluti del capo di Gabinetto Giampaolo D’Adrea, ha evidenziato l’importante risultato raggiunto e quelli da raggiungere per il futuro, nell’ottica di potenziamento e valorizzazione patrimonio culturale.
Cosimo Damiano Fonseca, rettore emerito dell’Università degli studi di Basilicata, intervenendo alla presentazione non ha nascosto la sua emozione nel ritornare al Castello di Lagopesole, dopo la sua esperienza negli anni in cui esso era sede del Centro Studi Federiciani.  “Santoro recensisce 189 strutture, comprese torri e resti di mura-  sottolinea l’ex rettore dell’Unibas –e comparando tali numeri con  l’opera di Federico II "Statutum de reparatione castrorum"( Lo Statuto per la riparazione dei castelli) che ne menzionava soltanto 19, si comprende come la Basilicata ne sia sempre stata ricca. Fonseca sottolinea la specializzazione di Santoro nell’architettura fortificata del Mezzogiorno, ha evidenziato il lavoro di tutti, ringraziando Canestrini,  Giuseppe Zampino dirigente Ministero, Francesco Sisinni direttore generale del Ministero per la loro preziosa collaborazione, elogiando finanche quello dell’editore, che  nell’era della digitalizzazione ha saputo ben coniare  l’arte tipografica. Fonseca in particolare, ha apprezzato del libro il lavoro certosino dell’autore che nel secondo volume del libro racchiude ben 186 schede descrittive.
Carmen Santoro, direttore generale del dipartimento Ambiente e Infrastrutture, ha portato i saluti del presidente della Regione Marcello Pittella impossibilitato a partecipare alla presentazione per concomitanti impegni istituzionali .  Il direttore generale ha parlato degli investimenti della Regione sulle politiche riguardanti il paesaggio, evidenziando anche l’importante funzione  di tutela espletata della Commissione Regionale per la tutela del Paesaggio che impronta la  sua attività a canoni di rigore . “La Regione si impegnerà a finanziare il prossimo aggiornamento del volume” –ha fatto sapere Carmen Santoro,-ritenendo l’opera di particolare pregio. Ha altresì precisato che la Regione, nell’ottica dei principi affermati dal Codice dei beni Culturali e del paesaggio, intende tutelare  “il  paesaggio della storia” attraverso la sua valorizzazione, sottolineando la necessità dell’utilizzo virtuoso dei fondi comunitari per incrementare il valore dell’immenso patrimonio culturale e paesaggistico di cui la Basilicata dispone .Si è altresì soffermata sul provvedimento adottato dalla Giunta Regionale ed attualmente all’attenzione del Consiglio regionale che, ai fini della tutela del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e archeologico, ha dettato, in attuazione del D.M. del 10.09.2010,una disciplina concernente i siti non idonei agli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
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