Il presidente De Filippo commenta l'inchiesta giornalistica di Gatti e Sansa riportata dal Quotidiano della Basilicata che si addentra nei rapporti tra il mediatore e la Total. “Non è mai arrivato ad avere alcun contatto, né diretto né indiretto, con me ed era costretto a giustificarsi coi suoi committenti”
"L'inchiesta giornalistica contenuta nel libro 'Il sottobosco' di Gatti e Sansa di cui riferisce il Quotidiano della Basilicata rende giustizia a un fatto per chi mi conosce scontato: essere stato sempre un problema per lobbisti e oscuri mediatori di interessi. E questo non può che essere per me motivo di soddisfazione". Così il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo in merito alle notizie (contenute in una mail dello stesso Clementi alla sua committenza francese) circa un presunto ruolo avuto dal lobbista Lionello Clementi, nella trattativa per il giacimento di Tempa Rossa, a cavallo tra le legislature regionali 2000-2005 e 2005-2010.
"Non sono un conoscitore di questi ambienti – riprende De Filippo – ma immagino che per un lobbista dire di essere ben accreditato presso il rappresentante di un'istituzione equivalga a dire che l'acqua è fresca per l'acquaiolo. La verità inoppugnabile è invece che il signor Lionello Clementi io non l'ho mai incontrato, non ne conoscevo l'esistenza e il ruolo prima di averne letto inchieste giornalistiche, non l'ho mai invitato alla mia festa elettorale del 2005, come le centinaia di telecamere e macchine fotografiche presenti, di giornali e amici, che hanno scattato foto in ogni angolo possono testimoniare, e nemmeno me ne ha parlato alcuno. E anche questa millanteria viene ben evidenziata da Gatti e Sansa".
"Ciò che è vero in assoluto, – riprende De Filippo – è che mai avrei messo la firma su di un atto importante quale l'accordo per Tempa Rossa senza aver compreso bene e in prima persona ogni aspetto, ed è quello che ho fatto all'atto del mio insediamento nel 2005. Proprio questo mio atteggiamento che ha portato ad attendere un altro anno prima di giungere agli accordi, è stato il cruccio di lobbisti, mediatori e faccendieri di ogni genere, come di quanti avevano fretta di far partire un programma di sicuro rilievo per la Basilicata a danno dei necessari approfondimenti per cittadini, territorio e prospettive di sviluppo. E, forse, proprio da questo mio atteggiamento e dall'impossibilità per qualche lobbista di avvicinarmi è stata dettata quella strana lettera di Clementi al suo committente, di cui riferiscono le cronache, che sa in modo evidente di giustificazione per l'insuccesso e strategia per non perdere l'incarico".
bas 07