Bolognetti (Radicali) su giustizia in Basilicata

“In un contesto, l’Italia, in cui non esiste lo Stato di diritto ci sono degli autentici buchi neri: uno di questi è rappresentato dalla Lucania, che qualcuno descrive felix, ma che in realtà è letteralmente occupata, soffocata e saccheggiata da un sistema di potere che credo rappresenti la quintessenza di quel sessantennio partitocratico che abbiamo denunciato e descritto nel dossier ‘La peste italiana’. Lo afferma in un comunicato Maurizio Bolognetti, della Direzione nazionale Radicali Italiani.
“In Basilicata – aggiunge – i reati ambientali che coinvolgono potenti multinazionali di fatto non vengono perseguiti. In cambio, però, si producono film apologetici, sponsorizzati da una delle sette sorelle. I reati ambientali non si perseguono, si preferisce perseguire chi li denuncia nel palese tentativo di tacitare qualsiasi voce che rompa l’idillio e gli intrecci perversi e perniciosi che passano anche attraverso le rotte dell’oro nero.
A fine gennaio, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ho parlato delle proposte radicali in materia di riforma della giustizia ad iniziare dalla responsabilità civile dei magistrati. L’ho fatto in un contesto che definirei quanto meno ostile. Il Presidente della Corte d’appello presso il tribunale di Potenza mi ha prontamente risposto che la responsabilità civile in Italia c’è. Questione di punti di vista, evidentemente.
Pochi giorni fa, la Procura di Catanzaro ha archiviato l’inchiesta “Toghe lucane”. Evito di commentare e mi limito a prendere atto della decisione. Sarebbe opportuno, però, evitare stucchevoli apologie. In questa brutta storia non ci sono eroi e nemmeno vittime. Anzi no, temo che una vittima ci sia: la verità che, a mio avviso, è altra rispetto a quanto contenuto negli atti giudiziari”.

BAS 05

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