“Ci lascia un uomo che ha saputo unire la bellezza del pennello alla precisione della ricerca storica”. Così il Presidente della Regione, Vito Bardi, commenta la scomparsa di Gerardo Corrado, un artista la cui opera è profondamente legata alla Basilicata e alla riflessione sul rapporto tra mondo contadino e realtà urbana. “Ci sono vite – continua Bardi – che somigliano a un ponte, teso tra il fango delle mulattiere e i sogni di una modernità che non doveva dimenticare nessuno. Gerardo Corrado, che ci ha lasciati oggi a Roma nella carezza della figlia Rosa, è stato uno di questi costruttori di ponti. Nato nel 1936 in una Potenza che era ancora un crocevia di intellettuali e speranze – prosegue il Presidente – Corrado non si è limitato a guardare il mondo: lo ha disegnato, studiato e, soprattutto, amato. Da ragazzo, negli studi di via Manhes, imparava dai maestri che l’arte non è un vezzo, ma una necessità. Respirava l’aria di Scotellaro e Levi, quel misto di polvere e utopia che cercava di dare voce a un Mezzogiorno che chiedeva solo di esistere. Corrado è stato la prova vivente che si può essere cittadini del mondo restando profondamente lucani, custodi di una cultura che non è folklore, ma radice. Alla famiglia, e in particolare alla figlia Rosa – conclude Bardi – va l’abbraccio di tutta la nostra comunità”.
Potenza lo saluterà per l’ultima volta venerdì 30 gennaio, alle ore 10, nella Chiesa di San Michele. “Sarà l’occasione per ringraziare un Maestro che ha dedicato la vita a spiegarci che, per capire dove stiamo andando, non dobbiamo mai smettere di guardare da dove siamo partiti”.