Il consigliere del Pdl: “Spero che nella scelta dei comuni si tenga conto delle aree industriali, di quelle a valenza turistica ed agricola a cui la banda larga servirebbe per renderne più competitive le aziende”
Il consigliere regionale del Pdl Leonardo Giordano è intervenuto in merito alla notizia secondo la quale è stata sottoscritta la convenzione operativa tra Regione Basilicata e Ministero dello Sviluppo Economico sulla infrastrutturazione a banda ultra larga (BUL con modello NGA) di 40 comuni lucani per servire il 50% della popolazione con Internet a 30 megabit al secondo e un altro quinto a velocità superiore a 100 megabit/sec. <br /><br />“Finalmente una notizia positiva – ha dichiarato Giordano – che porterebbe sollievo al deficit infrastrutturale che caratterizza la nostra Regione soprattutto per le reti immateriali ed informatiche. Spero che nella scelta dei comuni si tenga conto delle aree industriali, di quelle a valenza turistica ed agricola a cui la banda larga servirebbe per renderne più competitive le aziende che sembrano operare in un contesto territoriale da sottosviluppo. Il tutto si farà con i fondi Fers. Di banda larga si parla dalla fine degli anni ’90. Se si fosse partiti con il programma Pop-Fesr 1996-2001 e utilizzando parte delle prime royalties sul petrolio – ha aggiunto il consigliere del Pdl – oggi avremmo già la banda larga e anche gli operatori che operano in tale settore avrebbero trovato un panorama industriale più vivace che poteva meglio giustificare e dare copertura ai loro investimenti, quegli anni infatti erano gli anni del boom del Pil lucano. Ci sarà difficoltà, da quanto evidenziato nelle dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale, per le aree interne ma se verranno servite le aree delle estrazioni (che a tutti gli effetti sono aree industriali) si porterebbero tali infrastrutture immateriali ed informatiche almeno in una parte consistente delle aree interne oggi come oggi nemmeno servite da infrastrutture materiali e viarie dignitose”.<br />