Il consigliere di Idv, in replica a quanto risposto dal Presidente De Filippo ad una interrogazione, invita ad intensificare il pressing sulle compagnie petrolifere perché si facciano carico del ristoro dei danni causati
“Il Presidente De Filippo deve intensificare il pressing nei confronti delle compagnie petrolifere, Eni in testa, perché si facciano carico, rapidamente, del ristoro dei danni gravissimi ed irreparabili causati, negli anni passati, a cittadini e titolari di attività produttive, agricole ed economiche per effetto della lavorazione del Centro Oli Eni di Viggiano”. Lo ha detto il consigliere regionale Antonio Autilio (IdV) in replica alla risposta che il Presidente De Filippo ha dato ad una sua specifica interrogazione che risale al mese di agosto 2011.
“L’azione avviata, come ha riconosciuto lo stesso Governatore – ha sottolineato il consigliere – non ha ancora prodotto risultati, nonostante la questione rappresenti un aspetto marginale rispetto a quella più complessiva e complicata che si riferisce all’impatto dell’attività petrolifera su ambiente, territorio e salute dei cittadini della Val d’Agri”.
Nel ricordare che già la Giunta regionale presieduta da Filippo Bubbico (2000-2005) aveva ipotizzato un provvedimento di indennizzo, attingendo alle royalties del petrolio derivanti dall’Accordo Regione-Eni e che, in più occasioni, ultima delle quali la Conferenza COPAM 2010, anche in risposta ad interrogazioni, tra cui quella da lui presentata in data 1 settembre 2010 , il Presidente della Giunta ha espresso l’impegno ad individuare soluzioni al problema”, Autilio ha sottolineato che “l’impatto del Centro Oli Viggiano ha ripercussioni quotidiane per inquinamento atmosferico, rumori, odori nauseanti, rischi sulle falde acquifere e l’area naturalistica”.
Il consigliere di IdV infine ha sollecitato alla vigilanza nell’operazione avviata dal’Eni di acquisizione di alcuni lotti di terreni nell’area industriale di Viggiano. Se l’acquisto di aree risolve la questione alla radice è necessario però – a detto – tenere sempre viva l’interlocuzione con l’Eni per verificare i suoi progetti industriali specie quelli riferiti all’ampliamento del Centro Oli per ora interessato solo da lavori per la realizzazione della cosiddetta quinta linea. Ovviamente siamo contrari a cedere l’intera area industriale all’Eni e consentire l’insediamento di attività produttive in grado di garantire nuovi posti di lavoro”.