Per il capogruppo IdV “tra gli aspetti più sconcertanti, mentre il Parlamento lavora per adeguare alla media europea il prezzo dovuto dai concessionari , il Governo interviene a gamba tesa fissando il costo ad un misero 10%”
"Quasi in contemporanea con l’approvazione in Consiglio regionale dell’emendamento “stop alle trivelle”, al Senato è stato approvato il decreto legge sviluppo che contiene “disco verde” a compagnie e società per la ricerca di idrocarburi, snellendo procedure di controllo specie in mare, e “svende” il petrolio e il gas estratti nel sottosuolo italiano". A farlo notare il capogruppo Idv in Consiglio regionale Antonio Autilio il quale sottolinea che "tra gli aspetti più sconcertanti, come ha denunciato il sen. Luigi Li Gotti (IdV) in aula, mentre il Parlamento, in sintonia con la volontà espressa dalle Regioni produttrici di risorse energetiche, lavora per adeguare alla media europea il prezzo che i concessionari devono per l'estrazione di petrolio e metano dal nostro sottosuolo, il Governo interviene a gamba tesa fissando il costo ad un misero 10%, uno dei più bassi in assoluto tra quelli praticati dai Paesi al mondo fornitori di idrocarburi".
"Come se ciò non bastasse – afferma Autilio – rimangono ancora molte e gravi lacune di questo provvedimento in materia di sviluppo sostenibile: il taglio alle rinnovabili e gli incentivi a favore del recupero di energia dai rifiuti tal quali, sono due decisioni che più rappresentano l'arretramento del ministro Passera. In buona sostanza, è stato fatto l'opposto di quanto invece si deve fare per far crescere il riciclo e tutta la filiera dei prodotti riciclati. In particolare, l’articolo 38-bis (Individuazione degli impianti di produzione di energia elettrica necessari per situazioni di emergenza e delle relative condizioni di esercizio e funzionamento) contiene una sorta di sanatoria ambientale per le centrali a olio combustibile, cioè petrolio. Sono le centrali più vecchie e inquinanti, spesso spente da anni per motivi ambientali, che potranno però essere riattivate dal 1 gennaio al 31 marzo per risparmiare il gas che brucerebbero le centrali a ciclo combinato e renderlo disponibile per il riscaldamento domestico. Tutto questo in deroga ai limiti di emissioni in atmosfera di inquinanti eventualmente previsti dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali".
"Anche per le attività di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo, di fatto – continua il consigliere – si accentrano centralisticamente nei Ministeri (Mse e Ambiente) importanti e delicate funzioni di controllo, con l’alibi dello snellimento burocratico e delle risorse strategiche nazionali. Quanto al tetto del 10% pagato dalle compagnie che estraggono greggio e metano, si tratta di soldi sottratti allo Stato e al territorio. Eppure l'IdV era stata la prima forza politica a sollevare la questione con un disegno di legge, a firma del sen. Li Gotti in Commissione Industria, per l'adeguamento del prezzo. Quello di fissare un tetto al 10% si può perciò considerare un regalo ai concessionari". "E sempre in attesa, da una parte, del Piano Energetico Nazionale annunciato dal Ministro Passera all’atto del suo insediamento, di cui non c’è ancora traccia, e, dall’altra, che il Memorandum sul Petrolio faccia i suoi primi passi, con l’avvio della Cabina di Regia Regione-Mse – conclude Autilio – non resta che vigilare perché l’emendamento contro “trivella selvaggia” sia attuato e contestualmente sostenere un ddl nazionale per l’incremento delle royalties riconosciute alle Regioni produttrici di idrocarburi".
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