Il consigliere regionale dell’Udc invita “il Governo regionale e i colleghi consiglieri a tirar fuori la testa dalla sabbia e avere il coraggio di inchiodare lo sguardo alla mortificante e attuale realtà regionale”
“Non è pensabile che un atto fondamentale quale l’assestamento di bilancio, notoriamente manovra di correzione dei conti di quello preventivo, non debba essere oggetto di discussione da parte dell’Assise regionale ma che, cosa ancora più grave, per la compressione dei tempi venga ‘liquidato’ in una sola seduta”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale dell’Udc, Francesco Mollica, che aggiunge “nella sua relazione il presidente Pittella ci ha invitato a tarare la discussione prescindendo dalla logica dei numeri e della statistica, dimenticando, però, che proprio quei dati Svimez e Istat ci impongono un’analisi rigorosa delle motivazioni per cui la nostra regione è stata posizionata tra le più povere d’Italia.”<br /><br />“Realtà – precisa il consigliere – molto più critica di quella rappresentata dal Presidente (una regione che registra più morti che nascite, dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli altissimi, riportandoci alle condizioni del 1977) che si è soffermato, volutamente, su dati meno negativi e che ci richiama a riconoscere una corresponsabilità, regionale, con il Governo nazionale per scelte non fatte e spese fatte male”.<br />“Ciò – dice Mollica – porta a confermare che le scelte di spesa effettuate dall’ente non hanno creato le condizioni per lo sviluppo del territorio come doveva essere ma si sono tradotte in uno stanziamento sterile, se non clientelare, finalizzato ad apporre correttivi rispetto a criticità ( prodotte anche dalla politica) sollevate da Province, Comuni, oltre a quelle rilevate in alcuni settori della pubblica amministrazione, non utili a dare le risposte che i territori si aspettavano. Dunque un lavoro di ripiego e non di programmazione”.<br /><br />“Quanti posti di lavoro – chiede il consigliere dell’Udc – si sarebbero potuti creare se non si fosse ‘scelto’ di focalizzare l’attenzione e l’impegno finanziario su questioni circoscritte? La comunità lucana si aspetta soluzioni al problema occupazionale che non può certamente risolversi nella sola proroga dei Copes o su palliativi assistenzialistici, pur necessari, considerato il momento storico ma non per questo esaustivi. La gente, ridotta alla miseria, chiede un posto di lavoro per affrontare con dignità la propria esistenza e quella della propria famiglia e, il Governo regionale, ha il dovere di mettere in atto ogni azione utile per crearli”.<br />“Così – aggiunge – come tante altre questioni che avremmo potuto affrontare, discutere e cercare di risolvere e che invece sono state accantonate insieme al collegato , ‘rimandato’ a settembre. Perciò, risultano stucchevoli le solite argomentazioni, lunghe e minuziose, ‘trite e ritrite’, utilizzate da alcuni colleghi di maggioranza per deviare la discussione su temi astratti, etichettabili solo come vuote elucubrazioni mentali degne della peggiore ‘ars oratoria’ di autocompiacimento”.<br /><br />“L’invito che rivolgo al Governo regionale e ai colleghi consiglieri – conclude Mollica – è di tirar fuori la testa dalla sabbia e avere il coraggio di inchiodare lo sguardo alla mortificante e attuale realtà regionale. Solo riconoscendola si può tentare di affrancare il popolo lucano offrendo una speranza di sviluppo e di crescita. E’ il momento di abbandonare l’Aventino su cui si è ritirata la maggioranza, in posizione di orgogliosa predominanza e concentrata sulla ricerca di equilibri di posizionamento e cercare di agire con saggezza, cedendo il passo al tempo della fattiva collaborazione scevra da logiche partitiche e non dimenticando che: ‘Ipsa olera olla legit (il saggio si plasma la fortuna da solo-Plauto)”.<br /><br />L.C.<br /><br />