Ass. Bene Comune Viggiano: nuovo master Unibas colma lacune

“Il nuovo Master di primo livello in “Idrocarburi e riserve. Tra tutela dell’ambiente, sviluppo e mercato” attivato dall’Università degli Studi della Basilicata e presentato oggi segna una svolta per affrontare il problema dei giovani laureati lucani che sono da sempre tagliati fuori da ogni possibilità ed opportunità di occupazione nelle attività degli idrocarburi ed in generale dell’energia”. E’ il commento dell’Associazione Bene Comune Viggiano affidata al presidente Vittorio Prinzi. Secondo l’Associazione “oltre alla problematica che riguarda la forza lavoro impiegata nel distretto energetico di Viggiano e nei lavori di Tempa Rossa, con una percentuale di lucani non ancora soddisfacente, sinora il ricorso a laureati è stato molto limitato per attività di ricerca e consulenza a favore della Fondazione Mattei, con contratti a tempo determinato per studi e rapporti in ambiti diversi. Il Master destinato a giovani laureati triennali e magistrali in discipline scientifiche, economiche e giuridiche che vogliano acquisire competenze nel campo della sicurezza e controllo ambientale e degli aspetti economico-gestionali del settore petrolifero, finalmente, apre un nuovo capitolo per favorire l’occupazione di figure professionali di livello universitario dopo che sono state deluse le aspettative in tal senso create da Assoil School e dai programmi della Fondazione Mattei. Formare figure professionali altamente specializzate nei settori della sicurezza e del monitoraggio ambientale, ovvero nel project management, nella giurisprudenza e fiscalità collegate alla filiera petrolifera, da inserire in aziende del settore petrolifero, in imprese ambientali ed energetiche e in amministrazioni pubbliche – sottolinea Prinzi – risponde inoltre all’esigenza di rafforzare gli interventi in tema di sicurezza e controllo ambientale. Non a caso è lo stesso management Eni a riconoscere la necessità di colmare una lacuna formativa in Basilicata, ricca di risorse d’idrocarburi, ma finora mancante di figure specializzate che possano trovare impiego nel settore dello sfruttamento di tali risorse. Per i giovani laureati lucani si realizza una condizione per restare in regione invertendo la tendenza della fuga dei cervelli. Eppure  Eni ha investito complessivamente, nel 2014, 60,9 mln € per la formazione delle proprie persone, erogando 3,2 milioni di ore di formazione. Un ulteriore investimento è stato realizzato su giovani laureandi o laureati che accedono ai corsi di alta formazione che Eni organizza all’esterno, con la Scuola Mattei e attraverso accordi di collaborazione con le Università di Perugia, Torino, Milano coinvolgendo complessivamente, nel 2014, 140 tra studenti e borsisti. Adesso – conclude Prinzi – Fondazione Mattei ed Unibas devono estendere l’attività di formazione ad altri settori tra i quali il turismo culturale che, al pari del greggio, è una risorsa essenziale per lo sviluppo della Val d’Agri”.

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