Per i consiglieri regionali del Pd è necessario valorizzare ed in qualche caso salvare dal degrado alcuni importanti siti presenti nella nostra Regione, così da sfruttare anche quegli spazi che sembrano essere invece destinati alla demolizione
“Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale presente sul territorio regionale”. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dai consiglieri regionali del Pd Mario Polese e Roberto Cifarelli nel corso di una conferenza stampa.<br /><br />“L’idea –ha spiegato il consigliere Mario Polese, primo firmatario della pdl – nasce da una positiva interlocuzione con l’Ibam del Cnr della Basilicata che ha sottoposto alla nostra attenzione una esperienza analoga della regione Puglia, una ‘best practice’, ma nasce anche dalla necessità di porre al centro del ragionamento politico e programmatico della nostra regione la tutela paesaggistica e quella ambientale e in secondo luogo anche la valorizzazione di quei siti che oggi in qualche modo costituiscono un vulnus per la nostra comunità e che invece possono diventare punti di forza della programmazione turistica regionale”.<br /><br />“Con tale proposta – ha continuato – vogliamo valorizzare ed in qualche caso salvare dal degrado alcuni importanti siti presenti nella nostra Regione, così da sfruttare anche quegli spazi che sembrano essere invece destinati alla demolizione, dando dignità e nuova vita ad edifici, che in molti casi hanno scritto pagine di storia della nostra regione”.<br /><br />“Il patrimonio di archeologia industriale – ha spiegato il capogruppo del Pd Roberto Cifarelli -è quel complesso di beni materiali ed immateriali non più utilizzabili per il processo produttivo, che costituiscono testimonianza storica del lavoro e della cultura industriale presenti sul territorio regionale, quali i complessi industriali, le fabbriche e le relative strutture di servizio e di pertinenza, le macchine e le attrezzature, i prodotti originali dei processi industriali, gli archivi, le raccolte librarie e documentarie, ivi comprese quelle relative a disegni, fotografie e filmati, le collezioni e le serie di oggetti riguardanti l’industria, nonché i siti estrattivi dismessi”.<br /><br />“Con questa proposta di legge –ha detto - si vuole partire dallo studio dei luoghi, dei processi produttivi, dei resti immateriali e materiali dell’industrializzazione per giungere alla ricostruzione della fisionomia di un determinato territorio, della sua storia, delle sue modificazioni e con essa alla conoscenza della storia di un popolo, della sua cultura e della sua civiltà”.<br /><br />“Previsto – ha spiegato Polese – un censimento regionale attraverso una aggiornamento annuale della mappatura dei beni materiali ed immateriali non più utilizzabili per il processo produttivo, presenti sul territorio regionale, in collaborazione con i Comuni e con gli istituti di ricerca con la relativa acquisizione di dati e informazioni ed una consulta che provvederà a proporre un piano triennale per la valorizzazione dell’archeologia industriale”.<br /><br />“Stiamo lavorando con la Giunta – ha concluso Cifarelli – ad un disegno di legge sui beni culturali che contemplerà anche l’ archeologia perché il termine cultura è una funzione che la Regione deve declinare e coltivare quale vera opportunità di sviluppo ed occasione di nuova occupazione”.<br /><br />Presente alla conferenza stampa anche Antonella Pellettieri, dirigente di ricerca dell’Ibam Cnr di Potenza la quale ha annunciato che, all’interno del progetto “Mensale”, Mense Storiche e Artistiche Lucane, il 30 aprile si svolgerà un convegno internazionale, in occasione dell’anno europeo di archeologia industriale, con una tavola rotonda tra gli amministratori di Umbria, Puglia e Basilicata proprio sul tema dei siti da recuperare.<br /><br />“L’Università degli studi di Basilicata – ha detto Antonio Monte, docente di architettura del paesaggio e patrimonio industriale, della scuola di specializzazione in beni archeologici a Matera, presente alla conferenza stampa - ha attivato da tempo il corso di archeologia industriale”.<br /><br />lc<br />