“A volte ritornano” è un vecchio film dell’orrore (del 1991) tratto da un racconto di Stephen King che richiamammo in un comunicato stampa dell'aprile 2016 a proposito di talune esternazioni dell'ex assessore regionale Michele Ottati che meritarono di essere da noi stigmatizzate a difesa della onorabilità di questa associazione proditoriamente tirata in ballo nella sua livorosa crociata contro l'attuale governance della Regione Basilicata. Lo afferma, in un comunicato stampa, Palmino Fieramosca, presidente dell’Associazione regionale allevatori della Basilicata.
“Purtroppo, come accade per diversi film, c'è sempre un sequel e a volte, purtroppo, taluni ritornano e ritornano ancora…sul luogo del delitto (dove sarebbe buona regola non tornare mai).
Infatti, a distanza di un anno Ottati torna a bacchettare (in un articolo pubblicato sulla stampa locale) con una virulenza (segno di una rabbia mai sopita): la Giunta Regionale, l'assessore Luca Braia e quelle associazioni da lui spregiativamente definite "le sue pecorelle": la Coldiretti, la Cia e Confagricoltura.
E, in un vero e proprio delirio di presunzione, bolla preventivamente i nuovi bandi in agricoltura (2014-2020) come "un buttare dalla finestra" i relativi soldi, definisce "un vero fiasco" quelli precedenti appena conclusi ed intima all'assessore Braia di "leggersi i regolamenti comunitari, studiarseli".
Non contento, conclude il suo scritto, non sottraendosi alla regola del "più", di quel "quid" che mancherebbe indistintamente a tutti gli attori della scena politica e professionale lucana, ma che ovviamente lui ("modestamente" direbbe Totò) ritiene di possedere con certezza matematica.
Ed eccolo fare di tutta l'erba un fascio da buttare al fuoco: "La politica agricola comune richiede da parte dei politici lucani, da parte delle organizzazioni professionali agricole, da parte dell'Alsia, dell'ARA, del Consorzio di Bonifica, dei Consorzi, dai Gal. più capacità, più trasparenza, più obiettività, più meritocrazia, più efficienza ed efficacia".
Ora non sappiamo la motivazione di questa sua irrefrenabile voglia di tornare ad esternare in una realtà in cui come già scrivemmo all'epoca "dubitiamo qualcuno conservi traccia della sua opera di ex assessore regionale all’agricoltura, non diciamo per qualche intervento particolarmente dirimente, ma anche solamente per una sua qualche utilità alla risoluzione dei problemi del sistema agricolo ed allevatoriale lucano".
Ma, nostro malgrado, siamo costretti ad occuparcene, perché non possiamo consentire a nessuno di screditare l'ARA.
Pertanto, ancora una volta, invitiamo Ottati a non tirare dentro l'ARA in questa sua guerra santa, in cui tutti gli altri sarebbero i cattivi e lui il più buono, il più bravo e il più competente.
Come già abbiamo avuto modo di ricordargli la precedente volta, durante la sua esperienza assessorile non ha mai avanzato rilievi alla nostra attività e tutti gli atti che ci hanno riguardato hanno sempre avuto il suo input,la sua firma, il suo voto in Giunta.
Eviti dunque di sparare a zero sulle decine di persone che ogni giorno lavorano nell'esclusivo interesse della zootecnia lucana. Moderi la sua spocchia ed eviti di sputare sentenze su tutto e su tutti, ne trarrebbe giovamento un dibattito (evidentemente non ricercato) sugli argomenti sollevati.
Al Presidente Pittella, all’assessore Braia, ai dirigenti del dipartimento agricoltura e alle associazioni professionali oggetto di questo scomposto attacco va la solidarietà mia e dell’ARA di Basilicata”.
bas04