Approvato il Piano regionale della salute

Lo strumento interviene soprattutto su quattro aree tematiche: macrostrutture aziendali, organizzazione territoriale distrettuale e di ambito, rete ospedaliera e connessione ospedale–territorio, residenzialità protetta e rete servizi sociali

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato a maggioranza (19 voti favorevoli di Pd, Idv, Mpa, Gruppo Misto, Udc, Pu, Api e Psi e 3 astensioni, quelle di Romaniello (Sel), Navazio (Ial) e Benedetto (Idv ) il Piano regionale della salute e dei servizi alla persona 2011-2014. Al voto non ha partecipato il gruppo Pdl che, precedentemente, ha abbandonato l’Aula in segno di protesta. Il capogruppo Pagliuca ha ribadito il giudizio del Pdl sul Piano: “Una traccia di lavoro per certi versi condivisibile, manchevole, però, di concretezza e che volge lo sguardo al passato più che al presente. In poche parole, una bel quadro in cui ci sta tutto, in cui non ci sono soggetti che possono lamentarsi, né territori ‘maltrattati’ e che mette tutti in uno stato di tranquillità”. Pagliuca ha, infine, sottolineato “l’intenzione dell’opposizione che era tesa al miglioramento del Piano e la mancata comprensione dell’atteggiamento ostinato della maggioranza a volerlo licenziare necessariamente in questa seduta”.

Il Piano interviene, principalmente, su quattro aree tematiche, producendo riforme strutturali del sistema che corrispondono alle azioni già avviate con le Leggi regionali n. 12/2008 e n.17/2011. Si tratta delle macrostrutture aziendali, dell’organizzazione territoriale distrettuale e di ambito, della rete ospedaliera e la connessione ospedale–territorio attraverso le reti assistenziali e dell’integrazione socio sanitaria, la residenzialità protetta e la rete dei servizi sociali.
Per quanto attiene le macrostrutture aziendali, il Piano individua le indicazioni organizzative per superare la frammentazione dei servizi sanitari e dei servizi generali del sistema. Confermati i grandi dipartimenti aziendali quali i dipartimenti di prevenzione, divisi in dipartimenti di prevenzione collettiva della salute umana e dipartimenti di prevenzione della sanità e benessere animale, il dipartimento interaziendale dell’emergenza sanitaria (118), i dipartimenti di salute mentale e le loro articolazioni territoriali. Creati anche nuovi dipartimenti interaziendali su funzioni strategiche per la sostenibilità del sistema. Le funzioni di service generale (acquisti di beni e servizi, gestioni comuni) vengono affidate ad una Centrale regionale di Committenza, nuovo Dipartimento interaziendale che, sulla scorta dei modelli nazionali, provvederà a unificare funzioni oggi frammentate, realizzando economie di scala e migliore qualità di funzionamento. Previste, inoltre, forme di autoassicurazione, con l’accantonamento dei fondi necessari e la creazione di un Dipartimento interaziendale per la gestione dei sinistri.

La riforma dell’organizzazione territoriale, uno dei punti centrali del Piano, prevede la creazione di nove Distretti di comunità, le cui delimitazioni territoriali coincidono con gli Ambiti socio territoriali e con le Aree programma. Al Distretto di comunità, che fungerà da sportello unico per il cittadino, verranno affidate le attività fondamentali. Agli ospedali distrettuali spetta il ruolo di livello di riferimento per le funzioni assistenziali complesse territoriali (integrazione multispecialistica per le attività di assistenza come oncologia territoriale, valutazioni diagnostiche, prestazioni specialistiche chirurgiche, day service e day surgery).

La rete ospedaliera lucana, formata dall’Azienda Ospedaliera S.Carlo, dall’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, dall’Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico CROB di Rionero e dagli Ospedali, sedi di Pronto Soccorso attivo, di Lagonegro, Melfi, Policoro e Villa d’Agri, non subisce tagli di posti letto, nemmeno a seguito del decreto sulla cosiddetta “spending review”, ma acquisisce possibilità di ulteriore qualificazione. La gestione dei posti letto si rifà al metodo del “bed management”, ossia alla flessibilità della logistica assistenziale rispetto alla funzione clinica.

Per quanto riguarda l‘integrazione socio sanitaria, previste tre forme principali: l’integrazione istituzionale tesa ad abbattere le frontiere di competenza tra organizzazione sanitaria e organizzazione degli Enti locali; l’integrazione gestionale che prevede il coordinamento di Distretti e Ambiti per progettare e gestire servizi e risorse finanziarie; l’integrazione professionale che deve produrre condizioni operative unitarie e sinergiche tra le diverse figure professionali. Particolare attenzione viene data, inoltre, alla residenzialità protetta, passando dai circa 200 posti oggi disponibili ad una previsione di 1179 posti residenziali e semiresidanziali in ambito regionale. La loro attivazione sarà graduale nel tempo. Il Piano, infine, definisce anche le linee guida per la stesura dei Piani intercomunali dei servizi sociali e socio sanitari.

Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Scaglione (Pu), Navazio (Ial), Venezia, Pici, Rosa, Mattia, Napoli e Pagliuca (Pdl), Romaniello (Sel), Singetta (Api), Straziuso e Braia (Pd), Mollica e Falotico (Mpa), Mazzeo e Autilio (Idv). La replica a cura del presidente della Regione, Vito De Filippo. Per dichiarazione di voto sono intervenuti i consiglieri Restaino (Pd), Mollica (Mpa), Romaniello (Sel), Vita (Psi), Autilio (Idv), Braia (Pd).

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