Aor San Carlo, due studi di Medicina Nucleare al Congresso AIMN

Il primo riguarda un’analisi retrospettiva sugli aspetti tecnici e sui controlli di qualità eseguiti sui radiofarmaci. Il secondo contributo illustra l’esperienza maturata dalla struttura in merito all’efficacia e alla fattibilità sul tumore prostatico metastatico .

L'equipe di medicina nucleare

L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo consolida la propria posizione di rilievo nel panorama scientifico nazionale con la partecipazione dell’unità operativa complessa di Medicina Nucleare, diretta dal dottor Alessandro Fè, al Congresso Nazionale dell’AIMN (Associazione Italiana di Medicina Nucleare, Imaging Molecolare e Terapia), la principale società scientifica di riferimento per la disciplina.

“La presenza della nostra Medicina Nucleare a un congresso così prestigioso con due contributi scientifici originali testimonia come gli investimenti in risorse umane qualificate e in tecnologie avanzate si traducono in eccellenza clinica e in capacità di innovare i percorsi di cura”, commenta il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, aggiungendo che “l’impegno della Direzione Strategica è quello di continuare a sostenere la ricerca e lo sviluppo delle competenze, nell’interesse dei pazienti e del Sistema Sanitario”.

La partecipazione si è distinta con la presentazione di due e-poster elaborati dal team della Medicina Nucleare.

Il primo riguarda un’analisi retrospettiva sugli aspetti tecnici e sui controlli di qualità eseguiti sui radiofarmaci preparati direttamente all’interno della radiofarmacia ospedaliera. Lo studio, condotto dalla dottoressa Giulia Ruoti, tecnico sanitario di radiologia medica, in collaborazione con il dottor Alessandro Fè e la dottoressa Luciana Pace, radiofarmacista, approfondisce le procedure adottate internamente per garantire la sicurezza, la standardizzazione e la conformità normativa nella preparazione di tali farmaci.

Il secondo contributo illustra l’esperienza maturata dalla struttura in merito all’efficacia e alla fattibilità della terapia con radioligandi (177Lu-PSMA), somministrata in regime ambulatoriale a pazienti affetti da tumore prostatico metastatico, resistente alla castrazione e in progressione di malattia. La ricerca, condotta dall’equipe di Medicina Nucleare in collaborazione con la dottoressa Luciana Pace e con il dottor Michele Mazziotta, fisico sanitario, evidenzia i benefici della terapia che riesce a coniugare l’efficacia clinica con una migliore qualità della vita per il paziente.

 

“Condividere i nostri lavori in un contesto di rilevanza nazionale come il Congresso AIMN rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera équipe della Medicina Nucleare, nonché un’opportunità fondamentale di confronto e crescita professionale”, afferma il dottor Alessandro Fè. “Risultati come questi sono frutto dell’impegno quotidiano e della sinergia tra competenze cliniche, rigore scientifico e dotazioni tecnologiche messe a disposizione dall’Azienda. Continuiamo a lavorare – conclude – con dedizione per offrire ai nostri pazienti prestazioni di qualità, restando al passo con l’evoluzione di una disciplina in continua e rapida crescita”.

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