Venerdì 12 luglio sarà firmato, presso la Prefettura di Potenza, un protocollo operativo tra le Prefetture, le Procure della Repubblica, le Questure e i Carabinieri di Potenza e di Matera, l’Aor San Carlo e l’Asp di Matera, per assicurare un percorso protetto alle donne e ai soggetti deboli vittime di violenza, il cosiddetto “codice rosa”.
“E’ una tappa importante – spiega Giampiero Maruggi, direttore generale del San Carlo – di un percorso complesso ed entusiasmante avviato mesi fa. Voglio perciò ringraziare il procuratore Triassi e il prefetto Nunziante per il loro convinto e fattivo sostegno all’iniziativa. Merita particolare rilievo il fatto che due aziende lucane, prime nel Sud, si pongano l’obiettivo di dotare i principali pronti soccorsi della regione del cosiddetto codice rosa, che non è un semplice colore che si aggiunge ai diversi che qualificano la diversa gravità dei casi. Questo percorso è rivolto alle vittime di violenza ed è volto a intercettare casi che spesso rischiano di restare nell’ombra. Non si limita solo ad assicurare una risposta sanitaria ma fa scattare una serie di automatismi con Procure e forze dell’ordine per indagini sollecite ed efficaci.”
Il protocollo, la cui rilevanza nell’agenda tematica del Governo è suggellata dalla presenza del viceministro degli Interni, Filippo Bubbico, è solo il primo passo per una serie successive di attività a cui il San Carlo attenderà con assoluta celerità: la predisposizione di locali idonei all’interno del pronto soccorso per ospitare i codici rosa, la costituzione di un gruppo di lavoro permanente interno, composto nella quasi totalità da donne, il raccordo stretto con le Procure e le forze dell’ordine per definire percorsi formativi e protocolli operativi da applicare quando si intercettano casi di violenza; il rapporto forte con il mondo dell’associazionismo e del volontariato.
“Non è soltanto – prosegue nel suo ragionamento Maruggi – questione di ordine pubblico e di iter giudiziario. Così come noi come ospedale ci prendiamo in carico i pazienti, le vittime devono essere prese in carico da un sistema sociale che risponde ai loro complessi bisogni: alloggio, sostegno economico di emergenza, assistenza legale e psicologica, supporto umano”.
bas 06