Acito: “La Basilicata riparte dall’innovazione”

“Abbiamo sicuramente rallentato o probabilmente vanificato un’occasione storica, nella fase di ripresa post Covid-19, in cui la competizione mondiale, nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie,  non farà sconti a nessuno”

“‘La Basilicata riparte dall’innovazione’ è stato il titolo di un mio intervento presso la ‘U-Link Academy Basilicata’ organizzato da Svimez nel 2019, a cui ho partecipato in rappresentanza della Regione Basilicata”.

A darne notizia il consigliere regionale di Forza Italia, Vincenzo Acito, che continua ricordando: “erano i giorni in cui si discuteva della possibilità per Matera di ospitare una ‘Huawei Academy’. Negli ultimi anni si è rilevato un grande interesse per la nostra Regione da parte dei grandi attori dell’innovazione. Ma l’amministrazione comunale, che pure ha spinto in maniera importante nella direzione del progetto ‘Matera Smart City’ del 2017, di fatto non si è dimostrata capace di portare a termine la realizzazione di questo volano di sviluppo che, in teoria e nei proclami, sarebbe dovuto concludersi entro dicembre 2018, ma che ad oggi non è stato ancora portato a termine. Il cablaggio di tutta la città, rione Sassi compreso, era stato oggetto di un accordo sottoscritto nel  2017, con la società OpenFiber SpA, partecipata da Enel, nata a seguito della  “Strategia italiana per la banda ultralarga”, varata il 03 marzo 2015 dal Consiglio dei Ministri”.

“OpenFiber – continua Acito – si era aggiudicata la realizzazione della rete, con un ribasso di gara del 52 per cento, vincendo le gare indette dal Governo per la diffusione della banda ultra larga. Un risparmio per lo Stato di 1,2 mld con la promessa di cablare entro giugno 2020 i primi 3 mila paesi, inclusi i paesi lucani. Il piano ‘Fiber to the home’ che Open Fiber intendeva realizzare, puntava a portare la fibra spenta fino alle unità immobiliari, abilitando al contempo una rete Ultra Broadband (UBB) a disposizione degli operatori TLC, riutilizzando le infrastrutture esistenti per l’erogazione dell’energia elettrica, e riducendo al minimo l’impatto dei cantieri di lavoro necessari. Anche a Matera si sarebbe, quindi, dovuta realizzare una rete di telecomunicazioni a banda ultralarga in fibra ottica, pur senza contributi pubblici per la domanda di mercato connessa alla condizione della Capitale Europea della Cultura 2019. La Convenzione che Comune di Matera e Open Fiber hanno sottoscritto è scaduta nel dicembre 2018, dunque già due anni fa, ma ad oggi il servizio non risulta attivo in tutta la città, soprattutto nei Sassi dove avrebbe svolto un ruolo strategico per lo sviluppo.  Vero è che Open Fiber sta attraversando un momento di incertezze, come anche evidenziato dalla trasmissione Report trasmessa su Rai3 qualche settimana fa, e rischia smembramenti e/o accorpamenti con altre aziende ad oggi concorrenti. Ma resta il fatto che il Comune di Matera non sia stato in grado di coordinare, sicuramente dopo luglio 2018, la realizzazione di uno strumento di sviluppo e crescita che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto consentire la copertura con la fibra di tutta la città di Matera, in vista dell’appuntamento con il 2019 e la Capitale Europea della Cultura”.

“Soprattutto la mancata realizzazione della fibra ottica nei Sassi – sottolinea Acito – non consente di risolvere problemi che si trascinano da anni come l’eliminazione delle parabole satellitari, con la conseguente possibilità di usufruire delle connessioni della tv via cavo e la realizzazione di una vera smart city a servizio delle attività ricettive presenti. Eppure ci risulta che le autorizzazioni necessarie fossero state tutte rilasciate già a settembre 2019, ma un’incomprensibile mancata autorizzazione del Comune ha vanificato la realizzazione di una vera “autostrada immateriale” nei Sassi. Se ci fosse stata la necessaria autorizzazione comunale già da settembre 2019, oggi la crisi di Open Fiber non avrebbe probabilmente penalizzato i Sassi di Matera. Peraltro, a conferma della scarsa attenzione del Comune, già a fine 2018 si era presentata anche la possibilità di realizzare un’ulteriore copertura della rete 4G con micro antenne, a supporto delle connessioni nel Rione Sassi, a costo zero per la città, essendoci la disponibilità della società CellNex di realizzare tutti gli impianti facendosi carico dei costi, per rivendere il servizio ai singoli operatori telefonici. Ma anche in questo caso la lentezza del Comune, ed una certa indolenza dei processi burocratici, vanificò l’opportunità, facendo di fatto ‘fuggire’ l’azienda dopo un anno e mezzo di inutili attese”.

“La città di Matera – puntualizza Acito – si sarebbe potuta candidare a diventare un punto di riferimento nel Sud Italia per le manifatture digitali, grazie alle infrastrutturazioni legate alla sperimentazione delle applicazioni della tecnologia del 5G e alla rete ultra veloce di Open Fiber, ma la mancanza delle infrastrutture digitali nei Sassi rallenta o vanifica i sogni ed allontana, a chissà quando, i tempi di realizzazione di questo progetto. Senza una capacità operativa e concreta, che consenta di dar seguito alle idee con i fatti, nulla di quello che è stato proposto e promesso, come realizzare i distretti di sviluppo digitale, o fare di Matera e della Basilicata un grande Hub di attrazione digitale e culturale, sarà possibile, se non si realizzano prima le infrastrutture digitali. Una grande occasione è stata già persa, e l’attuale amministrazione non si è dimostrata all’altezza del grande compito assegnatole dai cittadini, quello di traghettare la città verso un concreto e definitivo rilancio, che parta da Matera, e interessi tutta la Regione Basilicata, a prescindere dalle dichiarazioni ed i proclami. Abbiamo sicuramente rallentato – conclude il consigliere – o probabilmente vanificato un’occasione storica, nella fase di ripresa post Covid-19, in cui la competizione mondiale, nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie, non farà sconti a nessuno”.

 

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