Il consigliere regionale del Pdl chiede l’intervento del Governo regionale per gli operai del mobile imbottito
“Febbraio mese di saldi e sconti. Peccato che in quella data gli operai del polo del salottificio materano non potranno usufruire delle agevolazioni poiché in scadenza di cassa integrazione”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pdl, Mario Venezia, il quale fa sapere che questa mattina ha presenziato “all’ennesima delegazione di manifestanti delle ditte Natuzzi, Calia e Mid, sconcertati e scoraggiati dal completo abbandono della massima Istituzione regionale che si fa scivolare di dosso le pene dei lavoratori lucani”.
“Tempo addietro – precisa il consigliere – presentai un’interrogazione urgente sulle finalità, a mio avviso mai raggiunte, dei finanziamenti erogati alle ditte operanti nel polo del salotto, che avrebbero dovuto garantire un nuovo decollo della produzione locale. Carburante, equipaggio, veicolo e passeggeri presenti. Unico fattore assente ‘il piano di volo’. Ebbene sì, la Regione Basilicata oltre ad aver erogato i fondi necessari per il rilancio e per nuove assunzioni, come un bumerang, si ritrova con lo scoglio dei cassintegrati dei solottifici materani stanchi delle collaudate ‘bugie’ del Governo regionale”.
“Gli operai del polo del mobile imbottito, in cassa integrazione e in assiduo collasso economico – sottolinea il consigliere – sono stanchi di ammortizzatori sociali. Il Governatore non può continuare a presenziare feste e festicciole di partito evitando di assumersi le responsabilità dei suoi conterranei che oggi ancor di più si sentono lontani dalle Istituzioni. Per cui, caro Presidente, è mio dovere fare osservare che il futuro di questo tessuto sociale se dovesse continuare a preservare dubbi e incertezze, come quelle di questa mattina, caratterizzerà un Natale ‘amaro’ sia per i lavoratori che per chi, in quelle famose pagine di programma elettorale, pavoneggiava un nuovo boom economico lucano”.
“Per tale motivazione – conclude Venezia – ho chiamato il Governatore al fine di fissare un incontro urgente con i lavoratori in cassa integrazione, per una risoluzione definitiva del problema ed avanzando una proposta: considerato che gli impegni sono stati disattesi, perché non chiedere la revoca dei contributi concessi con i vari bandi regionali?”