Open Days, Adduce: senza cultura non si esce dalla crisi

"C'è una consapevolezza collettiva che lega le città europee e anche molte città del Mediterraneo e delle Americhe: la cultura non è effimero, non è un elemento collaterale del nostro agire, ma è un gesto fortemente economico, capace di generare risorse ancor prima di consumarle".
Lo ha detto il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, aprendo stamani, a Matera, i lavori degli Open Days, la manifestazione organizzata dalla Regione Basilicata, dal Po Fesr, con il supporto del comitato Matera 2019, sul tema della cultura come leva strategica dello sviluppo per Europa 2020.

"La crisi che stiamo affrontando – ha aggiunto Adduce – una crisi di paradigma economico ancor più che una crisi temporanea di investimenti, deve e può essere affrontata solo sulla base di un forte rinnovamento culturale. Sono tantissime le città europee che hanno scelto questa strada. Qui in questi giorni ne sentiremo molte, con stili e modalità diverse, che hanno riqualificato il loro tessuto sociale con iniziative originali. Avremo sessioni diverse in cui analizzeremo le tendenze in atto, ascolteremo esperienze molto originali, promuoveremo scambi tra i giovani del territorio e gli operatori internazionali presenti, rafforzeremo reti di contatti già molto presenti".
Fra i saluti istituzionali quello del presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, che ha sottolineato come la candidatura di Matera a capitale europea della cultura sia una sfida della città, ma anche e soprattutto dell'intera regione: "Lavorare insieme significa progettare meglio. Ma dobbiamo coinvolgere tutto il tessuto sociale perchè questa sfida riguarda tutti".
All'incontro è intervenuto anche l'assessore alla Cultura della Provincia di Potenza, Francesco Pietrantuono che ha sottolineato "l'assoluta coesione dei comuni della provincia di Potenza nei confronti della candidatura di Matera a capitale europea della cultura. Il confronto fra Cultura e sostenibilità rappresenta uno spazio aperto da esplorare. E in questo senso Matera rappresenta un laboratorio che guardiamo con grande attenzione".
A chiudere i saluti istituzionali il presidente della Camera di Commercio di Matera, Angelo Tortorelli. "Con il sistema camerale – ha detto Tortorelli – stiamo promuovendo le eccellenze del territorio accanto alla candidatura di Matera. Siamo presenti con nostre iniziative a Sofia, Mosca, Berlino e New York portando il tema della dieta Mediterranea e del tessuto produttivo della nostra regione. Devo segnalare che ovunque la candidatura di Matera registra ampi consensi. Significa che siamo sulla buona strada".
Ad aprire il seminario "Europa 2020: la cultura al tempo della crisi" è stata Patrizia Minardi, Autorità di gestione del Po Fesr della Regione Basilicata, che si è soffermata sui tre principi cardine della nuova programmazione 2014 – 2020: la crescita intelligente, la crescita inclusiva e la crescita sostenibile. "Si tratta di tre strade fondamentali su cui costruire la sfida della candidatura di Matera".
A moderare il seminario il giornalista di Rai Radio Tre, Giorgio Zanchini: "Discutere di cultura oggi, in un momento di forte crisi economica, è di fondamentale importanza perchè in queste circostanze si punta a sacrificare l’anello più debole, e, quindi, la cultura”.
Pierluigi Sacco, direttore di Siena 2019, ha sottolineato che in questo viaggio “non esistono città rivali, ma città che competono”. Ed ha aggiunto: “La vera malattia dell’Europa è la mancata crescita. E in Italia non si cresce perchè il Paese mostra sfiducia verso le idee, verso la conoscenza, verso i giovani. La cultura non è intrattenimento o turismo culturale. La cultura deve stare al centro della nostra attività. Solo così il Paese potrà rinascere. Non importa chi vincerà nella sfida a capitale europea della cultura. Quello che è importante è costruire un progetto culturale solido, magari mettendo in rete tutte le città che seriamente stanno partecipando a questo percorso per costruire idee nuove, che possano aiutarle a stare pienamente dentro l’Europa”.
Sui talenti e sulla creatività si è soffermato Paolo Rosa, di Studio Azzurro: “In un momento di crisi abbiamo bisogno del talento di tutti per inventarci qualcosa. Chi fa l’artista ha il compito di disincagliare le sensibilità, rigenerare i sensi, rendersi più disponibile a capire la realtà che ci circonda. Il suo compito è quello di generare identità in cui è possibile riconoscersi. La cultura è un grande dono che fa bene a chi la offer e a chi la riceve”.
Ad affrontare il tema della cultura in termini economici, Alberto Versace, consulente del ministro Fabrizio Barca: “Un pareggio in bilancio non è sempre un fatto positivo. Soprattutto se questo si concretizza attraverso l’assenza di investimenti. Oggi la politica ha la responsabilità di selezionare le priorità e, fra queste, un posto di rilievo deve essere assegnato alla cultura. Occorre mettere in campo iniziative di politica fiscale capace di agevolare gli investimenti in cultura, altrimenti ogni sforzo rischia di cadere nel vuoto”.

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