Napoli (Pdl): Piano per il Sud deve vederci protagonisti

“Il Piano nazionale per il Sud è fondato su una serie di importanti interventi contenuti in un atto di impegno politico e di indirizzo strategico che punta a mobilitare fondi pluriennali da impegnare per le urgenze”

“L’attesa per le rivelazioni da parte del sito Wikileaks sembra aver distolto lo sguardo dalle attenzioni per la politica di casa nostra e così ci ritroviamo con un importante provvedimento emanato dal Governo nazionale che corre il rischio di passare inosservato”. A sottolinearlo il consigliere del Pdl, Michele Napoli.

“Pochi i commenti sull’argomento, sia a livello locale che nazionale eppure, dal Consiglio dei Ministri arriva uno stanziamento di cento miliardi per il rilancio del Sud. Probabilmente – continua Napoli – le azioni di buon governo non sono gradite all’opposizione che, nel frattempo, preferisce inseguire il gossip a tutti i costi. Il Piano nazionale per il Sud è fondato su una serie di importanti interventi contenuti in un atto di impegno politico e di indirizzo strategico che punta a mobilitare fondi pluriennali da impegnare per urgenze che vanno dalle infrastrutture alla ricerca, dalla scuola alla sicurezza, passando per gli incentivi alle imprese. E’ prevista anche l’istituzione della Banca del Sud. Un importante istituto di garanzia da individuare come operatore primario nell’ambito della gestione di strumenti per agevolare l’accesso al credito. Finalmente ci si potrà avvalere di una banca del territorio, capace di tradurre in fatti le esigenze delle imprese locali, appoggiandole fino a fornire quella liquidità che è ossigeno e, quindi, strumento indispensabile per il rilancio. Fra le altre opportunità, c’è quella degli incentivi che guardano alla ricerca, all’innovazione e all’istruzione. Saranno disponibili 12,5 miliardi per queste attività. Si guarda con particolare interesse allo sviluppo tecnologico delle regioni, così come si pensa, finalmente, di costruire nuovi istituti scolastici in sostituzione di quelli che oramai sono assolutamente inadeguati, vuoi per sicurezza che per disposizione logistica. Anche l’attenzione alla legalità non è stata trascurata considerato che si è deciso di combattere con maggior determinazione sia il lavoro nero che la criminalità”.

“In ultimo, e certamente non per importanza – precisa Napoli – troviamo tutta una serie di progetti legati alle grandi opere. L’apertura di nuovi cantieri, che saranno allestiti per rafforzare e snellire i collegamenti sia ferroviari che stradali, garantirà un aumento del tasso di occupazione. In buona sostanza, il Governo ha messo nelle mani delle Regioni del sud gli strumenti e le risorse giuste per determinare una svolta di tipo economico e sociale, si tratta essenzialmente di un eccezionale progetto che, se sfruttato adeguatamente, può determinare la riduzione del gap Nord – Sud, oggi marcatamente presente. In tutto questo contesto, deve assolutamente inserirsi la Regione Basilicata. La nostra realtà, posta geograficamente nel cuore del mezzogiorno d’Italia, può e deve sfruttare tutti i vantaggi che derivano da questo provvedimento governativo, guardando con particolare attenzione all’aspetto legato alle infrastrutture. Bisogna approfittare del momento ed inserirsi in ogni piano strategico dovendo essi, per forza di cose, toccare il nostro territorio. E’ necessario che la politica lucana allarghi la sua visuale verso orizzonti più ampi, quelli che oggi lasciano intravedere il passaggio dell’ultimo treno che viaggia in direzione dello sviluppo. Ecco perché allora, nei giorni scorsi, ci saremmo aspettati dal presidente De Filippo un intervento che spiegasse quali obiettivi la Basilicata può perseguire guardando al provvedimento del Governo nazionale, considerato che il Piano per il Sud può vederci protagonisti. Niente di tutto questo. Il Governatore lucano ha pensato bene di presentare le linee guida della prossima finanziaria regionale, concentrando il suo discorso sui tagli del Governo centrale. Non si può pensare di crescere continuando ad elemosinare: questo il nostro giudizio. Si tratta di un modo di agire che appartiene ad una politica vecchia che, visti i risultati, non ha prodotto alcun tipo di benessere. Sarebbe ora di alzare la testa, guardarsi intorno e sfruttare tutte le opportunità che ci vengono messe a disposizione. Il cappello per la questua buttiamolo via con l’anno che sta passando”.

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