Minieolico, Santarsiero: difesa del territorio non business

Per il consigliere regionale del Pd: “La tutela del territorio non è un atto ma una cultura da praticare quotidianamente”

&quot;E scendono infine in campo coloro che hanno da difendere interessi. Non poteva che accadere con un business cos&igrave; forte come quello del minieolico. L&#39;aggressione al nostro territorio e, in particolare modo, a quello del Comune di Potenza &egrave; sotto gli occhi di tutti&rdquo;.<br /><br />Cos&igrave; il consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero, che continua affermando: &ldquo;La normativa nazionale &egrave; debolissima per impianti sotto il megawatt( 1000 watt ),ci&ograve; consente alle ditte di creare veri e propri parchi, evitando le procedure di Via, installando un gran numero di pale di piccola potenza ma di dimensioni comunque enormi (superando cos&igrave; i 1000 watt e aggirando le norme relative),collocandole in spazi ridotti e localizzandole senza criterio in prossimit&agrave; di strade e abitazioni nel pi&ugrave; totale disprezzo del paesaggio, della sicurezza, della salute. Non siamo contro l&#39;eolico ma l&#39;eolico non pu&ograve; essere libero. Per pale di potenza superiore al megawatt si garantisce, con la valutazione di impatto ambientale obbligatoria, tutela del paesaggio, sicurezza e salute, oltre che la partecipazione alle procedure autorizzatorie di tutti i soggetti interessati. Non si pu&ograve; passare da ci&ograve; che avviene sopra il megawatt al libero arbitrio che si ha sotto il megawatt dove di fatto basta pagare un qualcosa ai proprietari (piccola elemosina) per realizzare senza vincoli e criteri opere di grande impatto nonch&eacute; senza certezze per gli stessi proprietari sullo smaltimento (che ha costi enormi) delle pale a fine attivit&agrave;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non &egrave; stato facile &ndash; sottolinea Santarsiero – portare avanti norme regionali sul tema, ma la nostra Regione &egrave; oggi ,con le ultime norme pubblicate nel Bur del 24 aprile, all&#39;avanguardia per normativa di tutela e validi criteri di localizzazione per l&#39;eolico al di sotto dei 1000 watt. Norme sacrosante che nemmeno i piani paesaggistici potrebbero garantire, si tratta di un notevole quadro normativo messo in campo da giunta regionale e consiglio. Da oggi non ci saranno pi&ugrave; scempi in nessuna parte della regione. Incredibile la difesa che ho letto del minieolico senza vincoli con paragoni impropri, come quello con i voli di aerei della protezione civile, quasi che un volo di tale tipo (che certo non avviene ogni momento) pu&ograve; essere paragonabile ad una qualsiasi fastidiosa fonte acustica costante e perenne nel tempo. Come &egrave; incredibile la difesa della correttezza delle procedure amministrative di quanto fatto, quasi a dire: &lsquo;tranquilli, rispettiamo la legge e facciamo le nostre cose&rsquo;, dimenticando di dire che il minieolico non &egrave; produrre energia alternativa in massa ma produzione per piccoli consumi in sito e, comunque, con vincoli quale quello che non pu&ograve; esserci un unico soggetto interessato per pi&ugrave; pale, cosa che deve essere rispettato&nbsp; nei fatti ben oltre le semplici dichiarazioni. Come pure molto impropria appare la difesa ad ogni costo del Comune di Potenza da parte di alcuni consiglieri comunali che amano poi scaricare su altri enti&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Anche qui &ndash; precisa Santarsiero – se si parla occorre essere chiari e dire che si poteva fare molto come amministrazione, dai controlli sugli allacciamenti e loro caratteristiche, alle autorizzazioni ad accessi interpoderali, alla sicurezza dei siti, etc. Senza tener conto delle norme amministrative volute nel 2013 a tutela del territorio, che &egrave; vero sono state bocciate dal Consiglio di Stato, ma che, opportunamente modificate, potevano essere riproposte. La tutela del territorio non &egrave; un atto ma una cultura da praticare quotidianamente. E gi&agrave; sappiamo &ndash; conclude – la prossima battaglia da fare, scommettiamo che ci saranno ricorsi agli atti della Giunta regionale?&rdquo;.<br />

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