Maragno (Fp Cgil Matera) su futuro Consorzi industriali

“Apprendiamo dalla stampa del convegno sui 50 anni del Consorzio industriale di Matera. Questo è il terzo convegno che viene promosso sul ruolo dei Consorzi nello sviluppo industriale: il primo è stato quello organizzato dalla FP CGIL il 19 maggio del 2009, il secondo quello organizzato dalla FICEI con il patrocinio della Regione Basilicata il 13 luglio dello stesso anno e da ultimo questo organizzato dal Consorzio industriale di Matera sabato 3 dicembre ’11 in occasione dei 50 anni dalla nascita del Consorzio di Matera”. Lo dichiara il segretario provinciale materano della Fp Cgil Vito Maragno, che prosegue: “Apprendiamo dalla stampa che l’attuale Commissario ritiene che “il campo di azione dei consorzi meriti di essere ampliato”, invece che ridimensionato cosi come prevede la legge di riforma. La stessa cosa che diceva la FP CGIL nel 2009 in piena gestazione della legge. Appare, quindi, alquanto singolare che un Commissario preposto ad applicare la legge, finisca per chiedere una riforma della legge di riforma. Ma tant’è. Ci dispiace dirlo, ma è arrivato fuori tempo massimo; ad oggi, non esistono più le condizioni per una battaglia che ridia un ruolo di primo piano ai Consorzi industriali nello sviluppo di un territorio, questo almeno in Basilicata. Non dopo che è la Governance della Regione è stata ridisegnata accentuando la verticalizzazione dei processi decisionali. Infatti, la legge di riforma prevede che i 4 membri più il Presidente del consiglio di amministrazione siano tutti di nomina regionale quindi senza alcuna influenza del territorio dove il consorzio dovrebbe operare. È bene ricordare che i consorzi nacquero perché vi era l’esigenza di rappresentare gli interessi finanziari e imprenditoriali territoriali che non avevano rappresentanza ( Camere di commercio, banche, comuni, provincia, associaz. degli industriali ecc.). L’idea di fondo era quella di agevolare la coesione di un territorio attraverso la rappresentanza degli interessi locali, in un ottica di gestione partecipata del territorio ( di qui la natura associativa dei consorzi). Quindi, un organismo intermedio ed un elemento di democrazia economica e industriale. Il nostro tentativo nel 2009 fu quello di recuperare la dimensione democratica di questi enti che nel tempo chi più chi meno si erano trasformati in carrozzoni burocratici ed utilizzati ai soli fini clientelari. Con la legge di riforma la mutazione si è completata: da Enti democratici i Consorzi sono diventati del tutto Enti burocratici con soli compiti di gestione, una sorta di ufficio periferico della regione. Quindi non enti inutili, ma superflui. Stessa sorte è toccata agli ATER (ex Istituti delle case popolari). Questi ormai sono Enti che non assolvono più alla loro funzione originaria e per questo andrebbero soppressi. Tanto sarebbe un primo concreto esempio di tagli ai costi della politica, che in una Regione che è tra le più povere d’Italia costituirebbe già un bel segnale”.

BAS 05

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