"Le proposte che emergono da una prima lettura della comunicazione della commissione sembrano premiare l’agricoltura del “carretto” e penalizzare quella del “trattore”.
Si tratta di proposte orientate a sostenere agricolture vecchie e antiquate, dove il numero di ettari a coltura è più importante delle quantità e delle qualità delle produzioni coltivate. Una prospettiva che, se fosse confermata, vedrebbe la nuova Pac destinata ad assistere le agricolture più deboli anziché rendere il nostro continente più competitivo”. Lo dichiara Gerardo Nardiello segretario regionale della Uila-Uil, per il quale “se il sistema di attribuzione degli aiuti diretti sarà basato prevalentemente sul criterio delle superfici coltivate, a prescindere dalle quantità e qualità prodotte, per il nostro paese sarà un vero disastro. Un disastro, peraltro, che è la logica conseguenza della scelta tragica di introdurre il disaccoppiamento. Scelta, è bene ricordare, alla quale la Uila si è sempre opposta”.
“È necessario – continua Nardiello – che l’intera filiera agro-alimentare italiana impegni il governo affinché l’aiuto ad ettaro sia condizionato ad una serie di parametri: rispetto dell’ambiente, produzione lorda vendibile, valore aggiunto realizzato, lavoro dipendente e autonomo impiegato. Questi sono i valori attraverso i quali è possibile tutelare la nostra agricoltura e, tra questi, la difesa dell’occupazione nella sua quantità e qualità (rispetto dei contratti e delle leggi sociali) può essere l’elemento vincente per questa battaglia. Noi siamo impegnati affinché il governo e l’intera filiera assumano questa scelta come fondamentale per difendere il sistema agro-alimentare continuamente alla ricerca dell’eccellenza”.