Promozione legalità, sì a pdl da IV Ccp

Via libera a due leggi presentate dai componenti l’Ufficio di Presidenza e sottoscritte da tutti i consiglieri regionali. Avviato l’esame della pdl di Perrino su emissioni rivenienti da estrazioni petrolifere

La quarta commissione (Politica sociale) del Consiglio regionale della Basilicata, presieduta da Massimo Zullino (Lega), ha licenziato alla unanimità due proposte di legge nate in seno al Coordinamento per il contrasto alla criminalità organizzata presieduto dal presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala.

La prima proposta “Interventi per la valorizzazione e il riutilizzo di beni ed aziende sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” è il frutto di una fattiva collaborazione tra l’ufficio legislativo della Conferenza delle Assemblee Legislative e delle Province Autonome, il tavolo tecnico- politico del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori regionali per il contrasto della criminalità e la promozione della legalità di concerto con l’ANBSC (Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) e Anci nazionale.  La pdl mira a contribuire a tre precisi obiettivi, che si collocano alla base della Strategia nazionale adottata dall’ANBSC. Il primo è di potenziare e qualificare la capacità di gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata da parte dei soggetti preposti, intervenendo sia sulla qualità e disponibilità delle informazioni a disposizione del pubblico, sia per il rafforzamento di competenze tecniche, motivazione e consapevolezza degli operatori della filiera. Il secondo obiettivo è utilizzare i beni immobili confiscati per potenziare e qualificare i servizi pubblici per i cittadini e le comunità locali e per creare nuova occupazione. Infine, il terzo obiettivo è accompagnare con rapidità la transizione alla legalità delle aziende confiscate, salvaguardando in tal modo l’occupazione dei lavoratori, attraverso l’utilizzazione di un sistema integrato di servizi ed incentivi.

La Regione per raggiungere gli obiettivi fissati promuove e sostiene il riutilizzo sociale, nonché la valorizzazione di beni ed aziende confiscati attraverso un sistema di interventi fondato sui principi di legalità e trasparenza attraverso l’effettivo riutilizzo sociale ed alla prevenzione di fenomeni di abbandono e conseguente degrado del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata presente sul territorio regionale attraverso la definizione di progetti sostenibili; al monitoraggio delle esperienze in essere ed alla definizione di modelli di riutilizzo sociale sostenibili e replicabili; la centralità della tematica all’interno dell’intera programmazione regionale, assumendo la trasversalità della materia intesa di specifico interesse particolarmente per le politiche sociali e sociosanitarie, di sviluppo e turistiche, agricole e agroalimentari, culturali ed educative; alla strutturazione di progetti di inclusione sociale, lavorativa e abitativa delle persone appartenenti alle fasce deboli ed a rischio di esclusione e marginalizzazione, delle persone e delle comunità migranti, delle persone e delle comunità rom, sinti e camminanti; alla strutturazione di azioni di sviluppo produttivo, occupazionale, culturale e sociale del territorio regionale; alla definizione di percorsi di innovazione sociale e di reti e distretti di economia sociale e solidale, nei diversi settori di intervento e innanzitutto quelli individuati come strategici della fornitura di beni e servizi, del turismo responsabile ed esperienziale, della produzione agricola ed agroalimentare, con particolare riguardo agli interventi di agricoltura sociale di cui alla legge 18 agosto 2015, n. 141 (Disposizioni in materia di agricoltura sociale); alla promozione della cittadinanza attiva, della partecipazione democratica dei cittadini e della cultura della legalità, della giustizia e della solidarietà sociale, anche attraverso il coinvolgimento e la strutturazione di reti collaborative tra i diversi soggetti istituzionali, sociali, economici e culturali interessati.

La seconda legge “Osservatorio come organismo di supporto della Regione Basilicata in materia di contrasto e di prevenzione dei fenomeni mafiosi e di criminalità organizzata, nonché di promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”.

L’Osservatorio verifica l’attuazione a livello regionale della normativa statale e degli indirizzi del Parlamento con riferimento al fenomeno mafioso ed alle altre principali organizzazioni criminali; raccoglie, analizza e mette a disposizione documentazione libera da vincoli di riservatezza e/o segretezza relativa alla presenza della criminalità organizzata nel territorio regionale, fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia di trattamento dei dati; analizza le principali cause dei fenomeni di infiltrazioni malavitose del lavoro irregolare, della corruzione, dell’usura, dell’estorsione e del riciclaggio presenti nel territorio regionale; raccoglie le informazioni e i dati utili ai fini della valutazione della trasparenza nel processo degli appalti, dalla genesi alla conclusione dei lavori; formula nelle materie di propria competenza, anche di propria iniziativa, osservazioni e pareri; organizza seminari tematici e iniziative di carattere culturale  con le associazioni ambientaliste, le associazioni di volontariato e di promozione sociale operanti nel settore dell’educazione alla legalità e del contrasto alla criminalità organizzata e mafioso sul territorio dell'Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di stampo mafioso regionale;  promuove iniziative rivolte agli studenti ed ai docenti di ogni ordine e grado per contribuire all’educazione alla legalità e allo sviluppo dei valori costituzionali e civici.

La Commissione ha infine avviato l’esame della proposta di legge di iniziativa del consigliere Perrino (M5s) “Introduzione di limiti emissivi di idrocarburi non metanici (NMHC) e idrogeno solfato ( H2S)”.

Tutela della salute delle popolazioni lucane più direttamente esposte alle emissioni rivenienti dalle estrazioni petrolifere. E’ questo il principale obiettivo della proposta di legge che – si legge nella relazione – punta a colmare un vuoto normativo creatosi in materia di limiti emissivi relativi, rispettivamente all'H2S, idrogeno solforato; ai c.d. “idrocarburi non metano o non metanici” (d'ora innanzi, “Non-Methane HydroCarbons”, “NMHC”).

Il presidente Zullino ha preannunciato sulla proposta di legge una serie di audizioni.

Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Perrino e Acito.

Hanno partecipato ai lavori della quarta Commissione consiliare, oltre al presidente Zullino (Lega), i consiglieri Trerotola (Pl), Polese (Iv), Sileo (Lega), Bellettieri e Acito (Fi), Vizziello (FdI) e Perrino (M5s).

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