Per la Presidente della Commissione regionale pari opportunità: “La democrazia paritaria è indicatore di diritti di uguaglianza e civiltà”
"La Commissione regionale pari opportunità, da tempo immemore, e non solo in questa legislatura, ha cercato e, purtroppo ad oggi dobbiamo dire invano, di aprire riflessioni sulla legge elettorale”.<br /><br />E’ quanto dichiarato dalla presidente della Commissione regionale pari opportunità, Angela Blasi.<br /><br />“Tanti gli incontri, formali ed informali. Nella prima Commissione consiliare ‘Affari Istituzionali’, risultano essere agli atti le nostre legittime proposte ed osservazioni, elaborate e scaturite da incontri territoriali con amministratrici, associazioni e comunità locali. A giugno 2017 – ricorda Angela Blasi – attraverso un Forum delle amministratrici e di libere associazioni, organizzato dalla Crpo fu elaborato un documento – proposta che rivendicava l'attuazione ed il rispetto da parte della Regione del dettato degli articoli 122, 117 e 51 della Costituzione e l'osservanza della legge<br />n.20 del 2016 sull'equilibrio di genere nei Consigli regionali”.<br /><br />“Anche nella predisposizione e rivisitazione dello Statuto regionale – sottolinea Angela Blasi – la Crpo ha rivendicato che potesse trovare accoglimento nella fonte ordinamentale una garanzia che valorizzasse la differenza di genere, principio quest'ultimo finalizzato a dare piena attuazione ad una vera democrazia rappresentativa. Con determinazione e forza, ancora oggi, richiediamo di considerare le proposte emerse negli incontri formali col la Presidenza del Consiglio e la Commissione ‘Affari Istituzionali’, ricordando che la democrazia paritaria non è da considerarsi un argomento esclusivo delle donne, ma resta un indicatore di diritti di uguaglianza e civiltà".<br /><br />“Ricordiamo – continua la Presidente Crpo - che solo nell'Assemblea regionale della Basilicata non c'è rappresentanza femminile e che molte Regioni hanno legiferato nel rispetto dei principi costituzionali e ancora, che la doppia preferenza non è stata considerata concessione elargitiva di contentini, ma convinto valore di rappresentanza democratica. Confidiamo – conclude Angela Blasi – nelle rimarcate sensibilità che, per onestà intellettuale abbiamo registrato nelle nostre interlocuzioni, perchè possano continuare a prevalere nella difesa di sacrosanti diritti costituzionali e osservanze legislative”.<br />