Visita Di Maio a Matera, Polese: “Si vergogni”

Il consigliere e segretario regionale del Pd di Basilicata: “Di Maio non è più un semplice oppositore sempre in campagna elettorale ma guida, come fosse una corrente minoritaria della Lega, insieme a Salvini, l’Italia”

&ldquo;E&rsquo; arrivato il momento che Luigi Di Maio diventi adulto, assumendosi le sue responsabilit&agrave; e spogliandosi dei panni da strillone di provincia. Non &egrave; pi&ugrave;, o almeno non solo, il portavoce, o &lsquo;capo&rsquo; del Movimento 5 stelle. Di Maio &egrave; ministro e vice presidente del Consiglio. So che solo ad immaginarlo pare assurdo, ma tant&rsquo;&egrave; e per rispetto del buon senso, della verit&agrave;, della Repubblica che rappresenta e della Costituzione, deve rispettarne le regole ed i principi che ogni giorno dimostra di non conoscere&rdquo;.<br /><br />E&rsquo; quanto dichiarato dal consigliere e segretario regionale del Partito democratico, Mario Polese.<br /><br />&ldquo;Di Maio non &egrave; pi&ugrave; un semplice oppositore sempre in campagna elettorale ma guida, come fosse una corrente minoritaria della Lega, insieme a Salvini, l&rsquo;Italia. E&rsquo; ora che se ne accorga. La sua visita &ndash; dice Polese – d&agrave; occasione per dimostrare che il Sud, con Matera in testa, pu&ograve; ancora ambire a essere guida reale per il rilancio del Paese, si &egrave; trasformata in una farsa in cui con il solito piglio qualunquista, demagogico e complottista ha preso la scena a scapito del senso delle istituzioni e della verit&agrave;. Comprendo che avesse ben poco da raccontare, essendo questo finora il Governo pi&ugrave; inconcludente della storia repubblicana, ma dal momento che ha deciso di visitare la citt&agrave; di Matera nel ruolo di ministro avrebbe dovuto avvertite le istituzioni e non solo comunicare l&rsquo;arrivo attraverso i canali del proprio partito. Non si tratta semplicemente di una caduta di stile, ma dello specchio fedele di una non curanza quasi infantile unita ad un &lsquo;doppiopesismo&rsquo;, al limite dell&rsquo;imbarazzo, che Luigi Di Maio dimostra nei confronti di tutto ci&ograve; che non &egrave; del suo colore&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; gravissimo &ndash; continua il segretario regionale del Pd – che sbeffeggiando la Costituzione si permetta di intervenire sulla vicenda della Sanit&agrave; lucana in una fase cos&igrave; importante e delicata dell&rsquo;iter giudiziario. Di Maio entra a gamba tesa, ignorando leggi e quel principio alto e intoccabile garantito dalla nostra Costituzione che presuppone l&rsquo;innocenza per ciascun cittadino italiano (tutti nessuno escluso!) fino al Terzo grado di giudizio. Si permette di giudicare il governatore Pittella, in pieno delirio elettorale, ma dimentica evidentemente che per accuse ben pi&ugrave; gravi a Roma contro la sindaca Raggi non ha preso alcun provvedimento. Sia chiaro la Raggi &egrave; innocente per la Costituzione fino alla fine dell&rsquo;iter giudiziario e dovrebbe dimettersi per ben altri motivi, quelli di una comprovata incapacit&agrave; quotidiana, ma per lo stesso principio lo &egrave; assolutamente anche Marcello Pittella. A nessuno &egrave; consentito di esprimere sentenze incaute e con tanta leggerezza men che meno a un vice presidente del Consiglio dei Ministri. Non &egrave; cos&igrave; caro Luigi che recuperi i consensi al Sud, quelli che hai perso dopo aver venduto il nostro Paese alla Lega Nord, perch&eacute; sempre tale rimane, di Salvini e Bossi. Partito che, e qui si invece si parla di sentenze passate in giudicato, deve ancora restituire agli italiani circa 50 milioni di euro&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il portavoce dei 5 stelle per&ograve; &ndash; conclude il consigliere regionale – ha preferito come sempre la scorciatoia degli slogan, delle bugie e dei &lsquo;comizietti&rsquo; improvvisati per cavalcare menzogne come quella dei tagli ai vitalizi che in realt&agrave; sono &lsquo;favori&rsquo; ad amici di cordata, come Gianfranco Fini che vede addirittura aumentare il proprio emolumento. O puoi negarlo Luigi? In tutto questo l&rsquo;unico taglio realmente accaduto &egrave; quello di migliaia di posti di lavoro tra cui molti lucani che proprio ieri avete sciaguratamente messo in atto salvo poi utilizzare la formula ormai tristemente nota tra i pentastellati del &lsquo;non sapevo&rsquo; o meglio &lsquo;fatto a nostra insaputa&rsquo;. La colpa del Di Maio &egrave; sempre degli altri. In realt&agrave; si deve solo vergognare&rdquo;.<br />

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