Agricoltori, Romaniello: necessario tavolo di confronto

Il consigliere regionale del Gruppo misto chiede “un tavolo di confronto presso la Regione per affrontare la situazione ed evitare che il Consorzio, da strumento di aiuto per gli agricoltori, diventi ulteriore elemento difficoltà”

&ldquo;Necessario tavolo di confronto in Regione&rdquo;.&nbsp; Il consigliere regionale del Gruppo misto, che ha aderito alla formazione politica Articolo uno &ndash; Mdp, Giannino Romaniello, interviene sulla vertenza aperta dagli agricoltori lucani tramite l&rsquo;associazione Tavolo Verde Basilicata che, in un comunicato stampa, ha evidenziato le fortissime difficolt&agrave; della categoria a fronte delle politiche messe in atto dal Consorzio di bonifica.<br /><br />&ldquo;Si rende necessaria &ndash; a parere di Romaniello – la costituzione di un tavolo di confronto presso la Regione per affrontare la situazione ed evitare che il Consorzio, da strumento di aiuto per gli agricoltori, diventi ulteriore elemento difficolt&agrave;. In particolare, si mette l&rsquo;accento sulla impossibilit&agrave; delle aziende agricole servite da impianti irrigui collettivi che, in presenza di utenti morosi, non potrebbero utilizzare il servizio irriguo pur volendo pagare in anticipo il canone. Una situazione di difficolt&agrave; molto grave, se aggiunta agli altri elementi di criticit&agrave; quali alte imposte consortili, gli ordinari disservizi connessi all&rsquo;erogazione idrica per uso agricolo, il dissesto dei canali di bonifica, il calo della domanda interna, il crollo dei prezzi dei prodotti, gli effetti disastrosi sull&rsquo;agricoltura derivanti dalle politiche del Governo nazionale nonch&eacute; dall&rsquo;inquinamento connesso alle attivit&agrave; estrattive ed industriali&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Le rivendicazioni degli agricoltori &ndash; sottolinea Romaniello – vanno ascoltate al fine di definire una strategia capace di coniugare i bisogni dell&rsquo;agricoltura lucana con gli obblighi di legge, al cui rispetto &egrave; chiamato il commissario. Le inadempienze, gli errori del passato e le omissioni non possono ricadere su quella parte del mondo agricolo che in questa fase sta resistendo alle difficolt&agrave; di mercato, a causa di una filiera dei prodotti troppo lunga, di cui traggono benefici gli intermediari piuttosto che i produttori e i consumatori&rdquo;.<br />

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