Il rinnovo dell’organismo è stato al centro di un dibattito sull’allargamento della maggioranza
Lungo e articolato il dibattito che ha preceduto, oggi pomeriggio, l’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale. La minoranza, con i consiglieri Napoli (Pdl-Fi), Romaniello (Gm), Perrino (M5s) e Rosa (Lb-Fdi) ha immediatamente richiesto al presidente Pittella un chiarimento rispetto alle notizie diffuse dalla stampa nelle ultime ore circa l’allargamento della maggioranza alle forze di centro rappresentate dai consiglieri Mollica (Udc) e Pace (Gm). “Si tratta di fatto – hanno detto – di un cambio di direzione politica che definisce nuovi ruoli e nuove funzioni. Da oggi in questo Consiglio regionale c’è una nuova maggioranza allargata agli esponenti dell’area popolare, i consiglieri Mollica e Pace. Ai cittadini lucani bisogna parlare chiaro e senza nascondersi dietro le parole si potrebbe definire quello di oggi un inciucio, o trasformismo o, ancora, opportunismo. Oggi finalmente si fa chiarezza: o si è con Pittella o contro Pittella”.<br /><br />Il presidente della Giunta regionale, Marcello Pittella ha, con poche parole, dichiarato di essere rispettoso delle prerogative dell’Aula e che non rincorre i commenti né tantomeno la cronaca.<br />Di diverse sfumature le posizioni della maggioranza che da un lato ha visto la posizione del capogruppo del Pd Cifarelli che si è detto in “netto disaccordo rispetto alle scelte che si stanno per compiere”. “L’allargamento della maggioranza – ha spiegato – dovrebbe essere prerogativa delle forze politiche. Vanno rispettati i partiti e il mandato degli elettori”. Nel ricordare che in questi due anni e mezzo di legislatura “la maggioranza ha dimostrato una tenuta perfetta” ha precisato che “il richiamo alle vicende nazionali qui in Basilicata non è replicabile” e che “una decisione così importante non può essere presa tra poche persone che fanno parte di una singola corrente, per questo – ha concluso – il mio voto non sarà di sostegno a questa scelta”.<br /><br />Il consigliere Santarsiero ha parlato, invece, di un allargamento istituzionale della maggioranza e nell’ammettere che il Pd sta attraverso un momento difficile (“dopo la scomparsa di Luongo siamo senza guida e senza riferimenti”), ha auspicato un passo avanti, un’apertura istituzionale che consenta di proseguire in maniera unitaria l’azione amministrativa avviata. Giuzio ha posto l’accento sulla differenza concettuale tra maggioranza istituzionale e maggioranza politica, mentre Galante (Ri), Pietrantuono (Psi) e Bradascio (Pp) hanno accolto favorevolmente la decisione assunta dal partito di maggioranza.<br /><br />Il consigliere Pace (Gm) ha parlato di “una sfida, quella del Governo, senza paracadute” e di una concezione articolata della politica. “Le politiche – ha detto – si incrociano in due modi, con i ‘Patti del Nazareno’ o con i ragionamenti aperti all’interno delle assemblee. Noi – ha concluso – dobbiamo misurarci su questo tipo di politica, sulla politica del fare. Ci sono distanze ma ci sono anche volontà comuni e siamo pronti a dare segnali di stabilità ma anche di pungolamento”.