Il Festival di Potenza, vetrina nazionale di musica e spettacolo, il più longevo Festival di settore in Basilicata (giunto alla 16esima edizione), rappresenta un “tassello” del progetto integrato ‘Potenza Istruzione Cultura Turismo’ illustrato dall’assessore al Turismo, Cultura e Istruzione, Roberto Falotico. Lo sottolinea il “patron” del Festival e agente di spettacolo Mario Bellitti sottolineando che “da 16 anni abbiamo creduto e scommesso in un evento in grado di attrarre a Potenza, come è sempre avvenuto nel corso degli anni, un target specifico che è quello degli operatori nazionali dello spettacolo, associati all’Asmea, musicisti, cantautori, produttori discografici, oltre che giovani emergenti. Non è casuale che per i nostri ospiti – aggiunge – in più edizioni abbiamo promosso il tour del centro storico per offrire una conoscenza completa della città. Ci sono due elementi su tutti da valorizzare: l’ampia presenza in città di associazioni che si occupano di spettacolo e musica oltre che di artisti, musicisti, cantanti, ecc; il richiamo che gli spettacoli hanno in tutt’Italia per il turismo e comunque per presenze di appassionati dei vari generi musicali che scelgono di soggiornare nella città che ospita l’evento”.Bellitti ricorda che da questa nuova edizione il Festival di Potenza è diventato partner del Festival degli autori di Sanremo (22esimo anno), in programma dal 22 settembre a Sanremo, quale nuova opportunità di crescita dei giovani talenti, un completamento del percorso che svolgiamo ogni anno con il nostro format di Festival, offrendo un palcoscenico nazionale di tutto rilievo. Una città più piacevole, secondo l’obiettivo indicato dall’assessore Falotico – è scritto nella nota – non può sottovalutare lo spettacolo e con esso la cultura musicale. Ma la Musica ha bisogno di politiche nuove, che la difendano dalla crisi del mercato discografico e la aiutino a trovare nuovi percorsi produttivi. Perché questo avvenga la musica dovrà essere sempre di più legata ad un sistema regionale, che scommetta sulla musica per il marketing territoriale, che incentivi la crescita delle produzioni emergenti ed indipendenti. Aiutare la musica a crescere, significa offrire a migliaia di giovani donne e uomini la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo. Offrire loro spazi da cui possano sprigionare la loro linfa vitale. La musica – dice Bellitti – è in altre parole una parte fondamentale della nostra economia; con un indotto esteso e articolato, che non riguarda solo chi fa parte della filiera (gestori, producer, autori, promoter, discografici, editori, artisti…), ma coinvolge e beneficia chi la musica la ospita, la promuove, la pubblicizza. Eppure oggi in Italia fare musica dal vivo è sempre più difficile. Un groviglio di permessi, licenze, autorizzazioni rende oneroso e complicato organizzare momenti di ascolto live : sia per chi la musica la fa che per chi la ospita. Al Comune – conclude – chiediamo di venirci incontro almeno sugli aspetti burocratici e di programmare, pur nella ristrettezza di bilancio, cartelloni di eventi garantendo quella pari opportunità tra soggetti organizzatori che purtroppo in passato non c’è stata”. bas 03