Il Personale tecnico-amministrativo del Consorzio Vulture Alto-Bradano, riunitosi in Assemblea, ha esaminato il Disegno di legge concernente il “riordino dei consorzi di bonifica della Regione Basilicata”, approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 168 del 4 febbraio 2016.
“Dall’incontro – si legge in un comunicato stampa – è emerso che l’articolato di legge, in esame presso le Commissioni consiliari regionali, snatura alla radice i principi dettati dalla legge che ha istituito i consorzi di bonifica e dalla stessa legge regionale n. 33 del 2001 a cui va ascritta l’unica responsabilità di non essere stata mai, veramente, resa efficace.
In particolare si è puntata l’attenzione sulla evidente, quanto incomprensibile, volontà di accentrare tutte le attività tecniche ed amministrative presso la unica Sede di Matera che, a detta dei funzionari consortili, non genererebbe assolutamente alcuna riduzione dei costi di gestione ma, piuttosto, declasserebbe e penalizzerebbe, in particolare, il territorio agricolo dei comuni di Lavello, Melfi, Palazzo, Genzano, Rionero, Venosa e Montemilone che si vedrebbero spogliati di quel fondamentale presidio amministrativo, tecnico-progettuale, o anche solo di supporto alle quotidiane problematiche dell’utenza agricola, che, nel corso degli ultimi 60 anni, ha rappresentato la Sede di Gaudiano a cui va riconosciuto di essere stata riferimento, in un territorio a prevalente vocazione agricola, per lo sviluppo dell’economia rurale, ed anche industriale, del Vulture-Alto Bradano e dei territori lucani affacciati sul fiume Ofanto”.
Il Personale del Consorzio “registra, inspiegabilmente e solo in questa vicenda, l’assoluto silenzio delle OO.PP. agricole del territorio del Vulture che, in passato, rammentano, hanno eretto non poche barricate a qualsiasi ipotesi di accorpamento tra Consorzi sul presupposto che andava salvata l’autonomia ed il prestigio del presidio di Gaudiano”.
L’incontro si è concluso con la richiesta, da parte di tutti funzionari ed i dirigenti del Vulture Alto-Bradano, di una audizione “presso le commissioni regionali consiliari dove è in esame il disegno di legge per rappresentare e documentare, in una sede istituzionale, le anomalie e gli errori di natura amministrativa di cui è intrisa l’ipotesi di “riordino” dei consorzi di bonifica”.
bas04