Per il dirigente regionale Idv è necessario rilanciare l’attività dell’Apt rimodulandola rispetto alla nuova e più impegnativa fase
“E’ riduttivo limitarsi a pensare al trasferimento della sede dell’Apt a Matera, richiesta che peraltro Italia dei Valori ha sostenuto durante la campagna elettorale per le regionali e presentata successivamente al Presidente Pittella. Per i programmi di promozione turistica di Matera e del Materano è necessario, insieme alla scelta della sede, rilanciare l’attività dell’Apt rimodulandola rispetto alla nuova e più impegnativa fase che vede da tempo lo sforzo sinergico di operatori turistici e del settore servizi-commercio-artigianato, singoli ed associazioni, organizzazioni di categoria, Provincia e Comune”.
E’ quanto sostiene Michele Grieco, dirigente regionale di IdV, nonché assessore provinciale di Matera, che aggiunge: “a nostro parere la riforma della governance per la quale stanno lavorando il Presidente Pittella, la giunta e la maggioranza di centrosinistra, di cui siamo parte integrante, deve procedere in stretta sintonia con la riforma dei contenuti dei settori di competenza dei singoli enti. Questo non riguarda solo l’Apt ma i Consorzi di Bonifica, il futuro dell’Alsia e dei Consorzi Industriali, per limitarci agli enti più rappresentativi. Per il turismo gli operatori avvertono, oltre alla necessità di elevare qualità e quantità di iniziative ed azioni di promozione, la carenza di strumenti che diano gambe ai progetti e programmi sinora svolti dall’Apt in grado di accrescere la commercializzazione nei mercati italiano, europei ed internazionale. Il caso più emblematico è la partecipazione alle Fiere e rassegne specializzate dove non basta esserci con uno stand “accattivante” e qualche deplians. La specifica offerta di Matera per il target di turismo culturale inoltre – afferma Grieco – ha bisogno di ulteriori interventi che possono trovare sponda finanziaria adeguata nella nuova programmazione del FESR per il prossimo sessennio. Per questo – conclude il dirigente di IdV – è utile insediare uno specifico tavolo con la presenza di operatori, associazioni, organizzazioni di categoria, amministratori regionali, provinciali e comunali per lavorare ad un progetto organico e ad una programmazione che veda non due province ma una sola regione al centro di proposte e programmi unitari e complementari”.
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