I due esponenti politici esprimono la posizione contraria di Fratelli d’Italia alla localizzazione, nell’area dell’Alto Bradano, di un impianto solare che “sottrarrebbe oltre 200 ettari di prezioso terreno agricolo al suo uso”
“Le recenti prese di posizione delle popolazioni del Vulture – Alto Bradano relativamente alla realizzazione del progetto di impianto della Teknosolar Italia 2 srl dimostrano ancora una volta plasticamente la distanza tra una politica di governo regionale, incline a tutelare gli interessi delle società private per l’accaparramento del territorio, senza valutarne gli impatti socio-economici ed ambientali e senza tener conto delle vocazioni di sviluppo delle aree interessate, e i lucani”. E’ quanto dichiarano Gianni Rosa, portavoce regionale di FdI, e Giampiero D’Ecclesiis, responsabile programma FdI.<br /><br />Per i due esponenti di Fratelli d’Italia “questo è accaduto negli anni con l’acquiescenza ai desiderata delle compagnie petrolifere in Val d’Agri e questo accade oggi sulla produzione di energia da fonte rinnovabile”. “L’idea di sottrarre al nostro territorio agricolo, nel bel mezzo di un’area come l’Alto Bradano, preziosissimi ettari di terreno all’uso agricolo per destinarlo ad ospitare un campo a tecnologia solare termodinamica di potenza di 50 Mw – proseguono Rosa e D’Ecclesiis – è un ennesimo esempio della programmazione cieca e autolesionistica messa in campo dal Governo regionale in Basilicata. Fratelli d’Italia Basilicata esprime la sua posizione fermamente contraria alla localizzazione in agro di Banzi dell’impianto Teknosolar che sottrarrebbe oltre 200 ettari di prezioso terreno agricolo al suo uso per ‘occuparlo’ con un mega impianto solare che potrebbe trovare la sua giusta collocazione in un’area già destinata ad usi industriali, aree che, in Basilicata, non mancano atteso il fallimento delle politiche di infrastrutturazione industriale della regione”.<br /><br />“Il Programma per la Regione redatto da Fratelli d’Italia – spiegano Rosa e D’Ecclesiis – sposa la tesi che una sana programmazione regionale avrebbe potuto e dovuto evitare, l’occupazione di ulteriori terreni agricoli, tutelando le aree a vocazione ambientale e naturalistica. Appare quanto mai necessario riequilibrare gli investimenti pubblici nelle fonti rinnovabili, incentivando quelle rispettose dell’ambiente e delle vocazione territoriali ed ambientali, incentivando le ‘reti corte’ con l’uso del solare familiare ed aziendale utili a ripartire benefici ai cittadini evitando scelte meramente speculative”.<br /><br />“Sempre con più evidenza le valutazioni in campo energetico condotte dal Governo regionale dimostrano la scelta cosciente e scellerata di agevolare solo le logiche di un mercato teso ai profitti per pochi senza portare benefici al territorio e ai cittadini. E’ più che mai necessaria – concludono i due esponenti di FdI – una revisione profonda del Piear su queste scelte che si potrà misurare nel concreto la capacità reale di governo del nuovo Presidente della Regione”.<br />