Chiusura Tribunali, Singetta: risparmio risibile

“Ancora una volta si è scelto la via più facile ma più dolorosa per i lucani snobbati da chi non ne conosce il territorio e le peculiarità, ma che se ne ricorda solo allorquando deve chiedere un ulteriore contributo alle risorse energetiche nazionali”

&ldquo;La netta chiusura, da parte del ministro Cancellieri, dinanzi a qualunque ipotesi alternativa alla chiusura del Tribunale di Melfi, &egrave; emblematica di come in Italia si continuino ad affrontare i problemi della giustizia e quelli legati alla riduzione delle cosiddette spese inutili&rdquo;. E&rsquo; quanto affermato dal consigliere regionale Alessandro Singetta (Gruppo misto) che ha aggiunto: &ldquo;La soppressione del Tribunale di Melfi (e della sezione distaccata di Pisticci) crea problemi non solo ai diretti interessati (avvocati, giudici, cancellieri, personale), ma anche e soprattutto ai cittadini, che vedranno la &lsquo;giustizia&rsquo; ancor pi&ugrave; lontana, distante, lenta&rdquo;.<br /><br />&ldquo; Il risparmio derivante dalla chiusura di 30 Tribunali &ndash; precisa Singetta – 220 sezioni staccate e 667 uffici giudiziari &egrave; valutato, complessivamente, tra i 50 e gli 80 milioni di euro. Somma gi&agrave; di per s&eacute; risibile a fronte del forte contributo alla sicurezza ed alla fiducia nello Stato che i presidi giudiziari ingenerano. Tra l&rsquo;altro, si tratta di calcoli che non tengono conto degli aumenti di spesa per chi dovr&agrave; recarsi, soprattutto in una regione come la nostra con gravi carenze infrastrutturali , in Tribunali molto distanti dalla proprio residenza e tanto meno dei rischi derivanti dall&rsquo;aumento del traffico automobilistico. Secondo alcuni organismi dell&rsquo;avvocatura, al contrario, non vi sarebbe alcun risparmio, ma, almeno all&rsquo;inizio, un aumento dei costi &lsquo;privati&rsquo; che andrebbe a compensare integralmente il risparmio &lsquo;pubblico&rsquo;. In ogni caso &ndash; aggiunge Singetta – non pu&ograve; non destare preoccupazione il fatto che, per risparmiare circa l&rsquo;1 per cento del budget (alla giustizia vengono destinati annualmente circa 7 miliardi), si sia costretti a chiudere la met&agrave; delle sedi giudiziarie: ci&ograve; significa che l&rsquo;efficienza ed i controlli sulla produttivit&agrave; non sono ancora tra gli obiettivi fondamentali del Ministero che ha scelto, ancora una volta, la via pi&ugrave; facile ma pi&ugrave; dolorosa per i lucani (e non solo), snobbati da chi non ne conosce il territorio e le peculiarit&agrave;, ma che se ne ricorda solo allorquando deve chiedere un ulteriore contributo alle risorse energetiche nazionali&rdquo;.<br /><br />&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;

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