Petrolio in Basilicata, Santochirico: serve terapia shock

In un articolo pubblicato oggi su “Il Quotidiano della Basilicata” il presidente del Consiglio regionale analizza la situazione relativa all’estrazione degli idrocarburi ed avanza alcune proposte per il futuro

&ldquo;A quindici anni dall&#39;accordo del &#39;98 sullo sfruttamento degli idrocarburi, si deve constatare che lo Stato non ha adempiuto ai suoi obblighi, mentre si avverte la contraddizione stridente fra il petrolio visto come ricchezza e la terra da dove viene estratta vista come povert&agrave;. Serve una terapia shock, per rispondere all&#39;emergenza sociale, ma anche per riconquistare un accettabile livello di condivisione e di fiducia democratica&rdquo;. E&rsquo; quanto scrive il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Santochirico, in un articolo pubblicato oggi su &ldquo;Il Quotidiano della Basilicata&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il lavoro &ndash; aggiunge – &egrave; lo snodo essenziale e ineludibile per una ricomposizione sociale e democratica. Dal petrolio deve venire una risposta nuova e solida. Le compagnie petrolifere che estraggono o estrarranno in Basilicata devono investire in questa regione, qui ed ora, per realizzare e sviluppare loro attivit&agrave; diverse da quelle estrattive (collegate o meno ad esse non rileva), per generare una consistente e diversificata domanda di lavoro, in grado di creare, nell&#39;arco di un biennio, 2-3mila posti di lavoro. Attivit&agrave; manifatturiere, servizi, ricerca sono settori nei quali le compagnie gi&agrave; operano, che possono e devono dislocare in Basilicata&rdquo;.<br />

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