Dalessandro (Pd) su accesso al credito

“In Basilicata più che a sostenere l'economia sembra che le banche siano impegnate a mortificare l'attività legislativa della Regione, snobbando strumenti che si pensava potessero fornire nuove opportunità alle imprese”

“Le azioni di inasprimento delle condizioni di accesso al credito che anche nella nostra regione sono state attivate dal sistema bancario rendono difficoltoso il superamento della crisi e vani gli sforzi fatti per costruire strumenti legislativi di sostegno al sistema produttivo della Basilicata”. A sostenerlo il consigliere regionale del Pd Giuseppe Dalessandro, il quale afferma che "probabilmente in Basilicata il fenomeno della significativa contrazione fatta registrare dall'offerta di credito non sarà stato chiamato con il nome giusto, come ci ha spiegato il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, ma che anche da noi si sia in pieno credit crunch credo sia piuttosto evidente. E se e' vero che solitamente una stretta creditizia si applica a seguito di una fase espansiva, non si comprende perché il Governo, che solo oggi sembra accorgersi di una nuova fase recessiva, su questo tema finora ha preferito sorvolare".

"E' evidente – continua il consigliere – che i tecnici di Mario Monti si sono ritrovati attorno al capezzale di un malato che sembra non voler guarire, perché il nostro Paese ormai da oltre un anno ha rinunciato a crescere, ma credo che non solo i cittadini dovevano essere chiamati a concorrere al risanamento, atteso che le responsabilità maggiori sono proprio di coloro che hanno contribuito per davvero a generare il disastro finanziario in corso inquinando l'economia mondiale di titoli tossici il cui valore legato solo a una ipotetica speranza di apprezzamento ha reso volatili quei bilanci che oggi terrorizzano i banchieri”.

“Non credo – dichiara Dalessandro – che la BCE abbia messo a disposizione del sistema bancario 1.020 miliardi di finanziamenti all'1% per consentire loro di riprendere irresponsabilmente le attività di speculazione finanziaria. Piuttosto lo sforzo fatto dalla Banca centrale auspicava la ripresa degli investimenti e quindi la crescita del Paese, e allora non sarebbe un bell'esempio per Governo e Parlamento lasciarsi intimidire dalle minacciose quanto inopportune dimissioni dei vertici dell'Abi e ritornare sui propri passi per ripristinare spese e commissioni sui prestiti. Per remunerare il danaro prestato non è già sufficiente uno spread di oltre quindici punti?" si chiede il consigliere del PD”.

"In Basilicata – continua Dalessandro – più che a sostenere l'economia sembra che le banche siano maggiormente impegnate a mortificare l'attività legislativa della Regione, snobbando strumenti che si pensava potessero fornire nuove opportunità alle imprese, e provvedimenti importanti come i vari fondi di garanzia restano inutilizzati perché non graditi dalle banche. Allora se non vengono rimossi gli ostacoli che impediscono l'erogazione dei crediti alle imprese difficilmente si potrà tornare a crescere".

"Questo è compito della politica – conclude Dalessandro – perché a nessuno può essere consentito di assecondare la crisi frapponendosi allo sviluppo, tantomeno alle banche che per troppo tempo hanno goduto di diffusa impunità; i 70 miliardi di euro di finanziamento richiesti dal sistema bancario italiano non siano un obolo per il risanamento dei conti degli istituti di credito, ma vengano impiegati, invece, per rimettere in sesto il nostro Paese e per sostenere l’economia soprattutto delle aree sottosviluppate come la nostra. Se le risorse impegnate per l'attivazione dei fondi di garanzia permangono inutilizzate forse è il caso che la Regione proceda al disimpegno, ma deve essere chiaro che anche il rapporto collaborativo con le banche che operano sul territorio regionale dovrà cambiare. Forse èil caso di prestare maggiore attenzione agli utenti, siano essi imprese che famiglie".

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