Rosa su soppressione Province

Sulla decisione della Provincia unica in Basilicata, il Vice Coord. regionale Pdl sostiene che “non si può che rimanere aperti a tutti gli eventuali ragionamenti che si vorranno porre, purché siano realmente convincenti e carichi di buon senso”

“La decisione del Governo Monti di sopprimere alcune Province per ottenere un risparmio sulle pubbliche finanze può essere considerato con favore o criticato come una scelta frettolosa e che, di certo, risulterà attuata con meri criteri ragionieristici e non valutando i fattori politici, economici e sociali. Certo, bisogna tener conto dell’illogico proliferare delle Province ma anche di una politica, anche a tratti demagogica, attuata dal Governo Monti, che in nome della 'Spending Review', preferisce il taglio indiscriminato anche sugli strumenti della democrazia". E' quanto dichiara il Vice Coordinatore regionale vicario del Pdl, Gianni Rosa.

“La Basilicata – sottolinea Rosa – è tra quelle regioni toccate iniquamente da questa decisione. Una decisione presa senza considerarne la storia, il territorio, il tessuto sociale e anche il sistema delle infrastrutture lucane. Ovviamente l’unica Provincia ha fatto aprire un dibattito che cadrà nelle rivendicazioni territoriali, nelle compensazioni e sopratutto darà voce ai campanilismi e ai Masanielli locali. Mi spiace ammetterlo, ma la rappresentanza parlamentare lucana ha dato dimostrazione di non saper incidere nelle sedi romane, avendo anche l’aggravante di un rappresentante nel Governo Monti, e anche la reazione del Presidente De Filippo e del Governo regionale sostanzialmente sono state s deboli e di facciata”.

“Ora – dichiara il consigliere – resta il dato di fatto e, a meno che cavalcare il populismo e la demagogia, bisogna affrontare questa delicatissima questione entrando nel merito e valutando con razionalità e senza partigianeria la situazione complessiva, con coraggio e lungimiranza.
Certo, essendo Potenza capoluogo di Regione, la decisione del Governo Monti ha fatto aprire un serrato dibattito sulla necessità di derogare al dettato normativo e trasferire la sede della Provincia unica da Potenza a Matera. Una tesi avanzata sostenendo che comporterebbe una sorta di compensazione per il danno subito dalla comunità materana, giustificando la richiesta per la contemporanea presenza nella città di Potenza della sede dell’ente Regione e della sede della futura Provincia unica”.

“E’ necessario, pertanto – continua Rosa – entrare nel merito e capire se le giustificazioni evidenziate sono bastevoli a legittimare questo trasloco. La coincidenza della medesima ubicazione dell’Ente Regione e dell’Ente Provincia unica nella città di Potenza, vista dai proponenti del trasloco come una sorta di sovrapposizione di poteri e di funzioni, lo dico con franchezza, mi appare un ragionamento alquanto debole e anche fragile vista l’architettura istituzionale dell’apparato pubblico italiano. Un ragionamento debole per il semplice fatto che parliamo di due enti, Regione e Provincia con funzioni diverse e che rimarranno tali; se la Regione ha la potestà legislativa, la Provincia è un ente con funzioni amministrative di aria vasta (provinciale) in specifici settori. Escludendo l’unicità di sede, rimane aperta solo la questione del ‘torto’ subito dalla comunità materana, che scevro da banali campanilismi, non può certamente da sola giustificare il trasloco”.

“La decisione Potenza o Matera – sostiene l’esponente del Pdl – dovrebbe quindi basarsi esclusivamente sulla reale funzionalità dell’ente Provincia e come sarà possibile erogare servizi ottimali e avere capacità di ascolto verso tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza. Quindi, occorre capire realmente rispetto alle funzioni delegate alle Province quale è la soluzione più idonea. Certamente Potenza appare avvantaggiata in quanto superiore e più complessa per il numero degli abitanti (Potenza 400 mila e Matera 200 mila), per l’ampiezza dei territori e per la loro orografia (Potenza 6.548,49 Kmq, Matera 3.446,12 Kmq), per il numero dei Comuni (Potenza n. 100, Matera n. 31), oltre ad esempio al numero dei Km di strade provinciali o il numero e l’ubicazione delle scuole superiori da gestire.
Quindi, una politica saggia, invece di fare demagogia o puntare sul campanilismo, dovrebbe da subito impegnarsi per una riorganizzazione ottimale di Potenza in un’ottica di una gestione più amplia e complessa”.
“Sarebbe ancora peggio – conclude il Vice Coordinatore regionale vicario Pdl, Gianni Rosa –
se dietro questa richiesta si nascondesse uno sciocco buonismo o l’opportunità del politico di tifare per un determinato territorio più vicino alla sua influenza e quindi desiderare di non perdere e quindi di avere un centro di potere più grande a portato di mano. Evidentemente, non si può che rimanere aperti a tutti gli eventuali ragionamenti che si vorranno porre, purché siano realmente convincenti e carichi di buon senso”.
  

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