Romaniello (Sel): non è più il tempo dei tatticismi

Per il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà “tatticismi e vecchie pratiche nuociono all’ affermazione della buona politica”

“Ha fatto bene il Segretario regionale del mio partito ad esprimere con nettezza il nostro totale dissenso su come è stata condotta e conclusa la verifica politica alla Regione. Lungi da me esprimere giudizi sulle persone – dichiara Romaniello – ma ciò non può portarmi a nascondere il dato politico: soluzione figlia di mediazione tutta calibrata sugli equilibri politici fra le diverse anime del Pd, come dimostrano i nomi scelti per assessori e gruppo consiliare, oltre che una chiara opzione strategica di rafforzamento dell’alleanza con l’ipotetico “terzo polo”, a cui fanno riferimento ben due assessori su sei”.

“Ancora una volta – prosegue Romaniello – ha vinto chi nel Pd guarda al centro e considera la Sinistra marginale o, peggio ancora, elemento di contorno di un’alleanza. Una scelta che nuoce al Centro sinistra, ma prima ancora alla Basilicata, ai suoi giovani e cittadini che si attendevano da questa verifica una proposta ‘altra’, capace di assumere concretamente il lavoro ed i bisogni materiali delle persone quali fattori qualificanti e distintivi di questa nuova fase politica. Sel deciderà nei suoi organismi dirigenti la scelta più giusta e coerente con programmi e giudizi già espressi, consapevole che non è più tempo di tatticismi, pratiche relazionali superate e di vecchia politica. C’è una chiara opzione politica che un partito di sinistra non può in nessun modo sottovalutare e che richiede una risposta politica adeguata con la messa in campo di iniziative politiche e sociali a tutti i livelli in grado di dimostrare che affermare la buona politica è possibile solo attraverso un rinnovato rapporto fra rappresentanti e rappresentati, in un’epoca in cui l’antipolitica la fa da padrone”.

“Etica, trasparenza, coerenza e rispetto della dignità politica, personale e istituzionale di tutti – afferma Romaniello – hanno sempre caratterizzato la mia azione sindacale e politica. Così sarà anche per il futuro. La ‘realpolitik’, unitamente a logiche astratte di appartenenza e convenienza, non possono avere il sopravvento sulle prime. Se ciò dovesse determinare percorsi futuri diversi per tanti o pochi di noi, mi auguro ciò avvenga nel rispetto e nella consapevolezza che in politica ogni scelta è conseguenza della concezione che ognuno di noi ha di questa onorevole e gravosa idea di rappresentanza”.

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