Il consigliere regionale di “Io amo la Lucania”, Alfonso Ernesto Navazio, interviene con un’interrogazione sulla questione del “Sito di bonifica di interesse nazionale di Tito”, giudicata dal ministero dell’Ambiente con carattere di “urgenza”
Il Presidente del movimento politico “Io Amo la Lucania”, ricorda, innanzitutto, “il Decreto monisteriale n. 468 del 2001 che istituisce “Il sito di bonifica di interesse nazionale di Tito”. Il 22 gennaio 2002 – precisa Navazio – su richiesta del Ministero dell’Ambiente, il Comune di Tito trasmetteva la cartografia con la perimetrazione del sito e l’8 luglio 2002, sempre con Decreto ministeriale, veniva stabilito il perimetro del sito e parte di caratterizzazione, vale a dire la fase in cui vengono accertate le effettive condizioni di inquinamento”.
Navazio ha, quindi, ricordato “una serie di attività che il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Potenza ha realizzato nel corso degli anni nell’area ex Liquichimica. Tra queste, i lavori di ‘rimozione dei materiali contenenti amianto e dei rifiuti contenenti amianto’ , su progetto redatto dall’ufficio tecnico Asi per un importo di circa 760.000 euro; la realizzazione dei sondaggi geognostici con prelievo di campioni di terreno e acqua ed il completamento della rete di piezometri per il controllo e monitoraggio della falda per l’esecuzione del piano di caratterizzazione predisposto dalla Regione Basilicata e approvato in sede di Conferenza di Servizi presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Un progetto – precisa ancora Navazio – redatto dall’Ufficio tecnico dell’ASI per un importo dei lavori pari a circa 383.000 euro. E ancora, il censimento di edifici e materiali contenenti amianto; l’individuazione e censimento dei rifiuti presenti nell’area; il ripristino ai fini della sicurezza della recinzione e installazione della segnaletica per i rischi derivanti dall’area; l’ispezione dei serbatoi di ammoniaca; le indagini radiometriche sulle scorie siderurgiche e sulla discarica di fosfogessi; la rimozione e smaltimento dei serbatoi di ammoniaca per un importo di 167.336,00 euro; la bonifica dei materiali contenenti amianto; la rimozione di rifiuti presenti nell’area ex Liquichimica e la messa in sicurezza e bonifica delle scorie siderurgiche”.
Navazio, inoltre, sottolinea che “lo scorso 24 gennaio, in occasione di un’ iniziativa pubblica nel Comune di Tito, dove erano presenti vari attori istituzionali, si era concordato sulla concreta possibilità di procedere alla bonifica del sito, adottando una delle possibili soluzioni tecniche messe a punto dal Consorzio Asi” e ricorda, anche, “la nota dell’agosto scorso inviata all’Assessore all’Ambiente e al Presidente della Regione Basilicata, oltre che al Commissario del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Potenza, a firma di tutti i capogruppo delle forze politiche presenti nel Consiglio comunale di Tito, nonché del suo Presidente del Consiglio con la quale si auspicava l’attivazione di quanto necessario per un concreto intervento circa la messa in sicurezza del sito dell’area industriale di Tito”.
Sulla base di questi presupposti, il consigliere Navazio chiede al presidente De Filippo di conoscere: “quali sono le iniziative che il Governo regionale vorrà assumere al fine di attivare le azioni di messa in sicurezza del sito dell’area industriale di Tito e quali sono le iniziative che la Regione Basilicata vorrà assumere al fine di attivare risorse utili per la realizzazione del progetto del Consorzio Asi, così come auspicato dai capigruppo e Presidente del Consiglio comunale di Tito”.