Ci siamo abituati a considerare gli ospedali come luoghi di trincea, teatri di un bollettino quotidiano fatto di liste d’attesa infinite, turni stremanti e notizie di malasanità. Eppure accade qualcosa che ci costringe a cambiare lente di ingrandimento e a ricordarci che dietro le quinte del Servizio Sanitario Nazionale batte un cuore fatto di competenza e straordinaria empatia. È quello che emerge dalle parole scritte dall’ingegner Antonio Satriano che ha voluto condividere pubblicamente su Facebook un’esperienza diretta e in controtendenza con il racconto abituale del sistema sanitario.
Scrive l’ingegnere: “Spesso sentiamo parlare di sanità unicamente per le sue criticità, ma la mia esperienza personale racconta una storia completamente diversa: una storia di eccellenza, efficienza e straordinaria umanità. Desidero esprimere il mio più sentito apprezzamento per la sanità lucana, e in particolare per le strutture e i professionisti degli ospedali di Policoro e di Matera. Di fronte ad una mia situazione di improvvisa emergenza medica, infatti, ho potuto verificare sul campo una catena di soccorso super efficiente”. Parole che mettono in luce un aspetto fondamentale dell’organizzazione sanitaria: il valore della continuità dell’assistenza e della tempestività nella rete dell’emergenza-urgenza. Quando si passa dal territorio al presidio ospedaliero il tempo è il fattore determinante e la tempestività dell’intervento fa la differenza tra un esito felice e una tragedia. La nota prosegue dettagliando il percorso del soccorso: “Tutto ha funzionato con una sincronia e una professionalità encomiabili: dal tempestivo intervento del servizio 118, all’efficacia dell’elisoccorso, fino all’assistenza nell’ospedale di Matera. Medici, infermieri e tutto il personale sanitario hanno dimostrato una grandissima competenza e si sono distinti per una profonda e rara umanità, capace di accogliere e rassicurare tutti i pazienti”. Ciò che colpisce in questa testimonianza è il connubio tra precisione organizzativa e dimensione umana. Nell’epoca dell’alta tecnologia applicata alla medicina e dei protocolli clinici sempre più rigidi si rischia talvolta di perdere di vista l’aspetto relazionale del dovere di cura. L’empatia, la capacità di rassicurare un paziente e i suoi familiari nel momento del massimo smarrimento, non è un optional, fa parte integrante della terapia e incide direttamente sull’efficacia dell’assistenza. L’ingegner Satriano conclude la sua riflessione con una considerazione dal forte valore etico: “Troppo spesso dimentichiamo che la buona sanità è fatta di persone straordinarie. Per questo motivo sento il dovere, civico e morale, di ringraziare chi ogni giorno, con dedizione e sacrificio, rende la sanità lucana un punto di riferimento di cui andare fieri”.
Raccontare questi episodi non significa chiudere gli occhi di fronte ai problemi reali e strutturali che la sanità pubblica affronta ogni giorno, in Basilicata come nel resto d’Italia. Significa, però, restituire merito e dignità alle centinaia di operatori che, spesso lontano dai riflettori e in condizioni lavorative non facili, continuano a garantire un servizio fondamentale per la collettività. Riconoscere queste eccellenze è il primo passo per valorizzarle e per difendere un bene comune irrinunciabile come la nostra salute.