La Crpo “sollecita il Consiglio regionale ad impegnarsi per la riscrittura dello Statuto regionale e per la modifica della legge elettorale, al fine di consentire una maggiore partecipazione delle donne alla vita istituzionale della Regione”
La Commissione regionale per la Parità e le pari opportunità tra uomo e donna della Basilicata (Crpo), con una decisione assunta all'unanimità nella riunione svoltasi ieri, 30 settembre, “sollecita il Consiglio regionale ad impegnarsi per la riscrittura dello Statuto regionale e per la conseguente modifica della legge elettorale, introducendo dei meccanismi che consentano una maggiore partecipazione di donne alla vita delle istituzioni rappresentative del sistema politico-istituzionale della Regione Basilicata come elemento imprescindibile per l’attivazione di un vero processo di modernizzazione della Regione e del Paese”.
La Crpo, in una nota indirizzata al Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, chiede "il proprio coinvolgimento per la riscrittura della Magna Charta e l’assunzione di un impegno chiaro e deciso per l’approvazione dei provvedimenti legislativi che prevedano l’introduzione della doppia preferenza di genere per l’elezione del Consiglio regionale della Basilicata; l’introduzione della quota minima del 40 per cento di ciascun genere per la composizione della Giunta regionale; l’introduzione della quota minima del 40 per cento di ciascun genere nella designazione degli amministratori degli enti strumentali della Regione e degli altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti in ambito regionale”.
“Al fine di una più puntuale condivisione di questi obiettivi – afferma la presidente della Crpo, Antonietta Botta – chiediamo di essere ascoltate dalla I Commissione consiliare, per poter offrire il nostro contributo per la definizione dei provvedimenti legislativi che, si auspica, vengano al più presto presentati e sottoscritti da tutte le forze politiche”.
“Il principio della parità fra donne e uomini – continua Botta – deve divenire un valore fondamentale del nostro sistema politico ed istituzionale. E’un elemento imprescindibile per la realizzazione delle finalità proprie di uno Stato democratico. Tuttavia, ancora oggi le donne sono presenti in misura del tutto insufficiente nelle istituzioni, nei partiti e nei sindacati e prendono parte all’esercizio della responsabilità pubblica in modo molto limitato. Per quanto riguarda il Consiglio regionale della Basilicata – precisa la presidente della Crpo – nell’attuale legislatura le donne sono completamente assenti. Su 30 componenti, nessuna donna eletta è presente nell’Assemblea, un dato che senza alcun dubbio evidenzia una grave distorsione nella rappresentanza dei due generi. I meccanismi di selezione dei candidati adottati dai partiti non sembrano infatti tenere presente in alcun modo alcuni fondamentali principi contenuti nella Costituzione italiana e nei Trattati istitutivi dell’Unione Europea sui temi della parità. Si ricordano a tal fine – prosegue Botta – la riforma del titolo V della Costituzione dove con l’art.117 si dispone che le leggi regionali debbano rimuovere ‘ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica’ e debbano altresì promuovere ‘la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive’ e la successiva legge costituzionale 1/2003 che ha modificato l’art. 51 della Costituzione italiana ed ha stabilito che ‘tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge’. A tal fine – conclude Botta – le norme costituzionali assegnano al legislatore, anche regionale, il compito di porre in essere provvedimenti legislativi che ‘favoriscano le pari opportunità tra uomini e donne’”.