“Accogliamo con piacere l’avvio dell’attività di questo centro di formazione nell’ambito del distretto energetico Val d’Agri-Sauro. L’esigenza è sentita da tutti. Da tempo appaiono evidenti, da un lato, le difficoltà delle compagnie, le società petrolifere e le imprese impegnate nei due comprensori a reperire in loco e nell’intera regione figure professionali specialistiche, tecnici ed operai qualificati per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, dall’altro i nostri giovani lamentano i problemi ad ottenere delle occasioni lavorative nel distretto”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente e assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza Massimo Macchia, a margine dell’Assoilschool, inaugurata questa mattina a Viggiano nell’ambito del distretto energetico Val d’Agri-Sauro.
“L’attività svolta da Assomineraria è importante e rappresenta un sicuro passo in avanti per le esigenze formative e lavorative, del territorio e dell’indotto. Tuttavia, il cammino e lo sviluppo di questa iniziativa deve essere adeguatamente supportato. Quindi lo step successivo deve essere quello della creazione di una rete di know how che vede, tra i suoi nodi, la scuola, l’università e i centri di ricerca e di alta formazione presenti sul territorio.
Solo in questo modo – ha continuato Macchia – potrà essere colmata una lacuna che vive il nostro territorio, in cui spesso i nostri giovani laureati e lavoratori devono subire il diniego del diritto al lavoro proprio per la scarsa formazione e informazione.
A questo aggiungerei come necessario uno sforzo per coinvolgere le aziende del territorio nell’ampliamento dell’indotto: bisogna pensare ad agevolazioni per quelle aziende che vogliano far parte del circuito, soprattutto in un momento economico di crisi in cui a farne le conseguenze saranno proprio quelle realtà aziendali meno attrezzate.
Accanto a questo, credo sia fondamentale garantire non solo un’adeguata formazione ma anche una parità di informazioni e di possibilità rispetto alle occasioni di lavoro. Occorre uno sforzo congiunto per avere un mercato del lavoro dell’indotto il più trasparente possibile per dare risposte serie e concrete al territorio”.
Secondo Macchia, “diversamente la prospettiva di sviluppo industriale che la Basilicata vive per effetto dell'estrazione petrolifera non può essere socialmente sostenibile, in particolare in una fase in cui appare sempre più imprescindibile rafforzare il monitoraggio e il controllo ambientale. Attraverso questa scuola – ha continuato il vicepresidente – dovrà essere possibile far recuperare alle nostre imprese e ai nostri giovani il gap che li separa dalla nuova industria e questo per avere una rete, un territorio, una scuola, una università, un sistema di imprese capace e competitivo anche in un’ottica sovraregionale o internazionale.
Ma per rendere credibile e sostenibile socialmente tutto questo occorre un forte sforzo anche sotto il profilo della tutela ambientale e del territorio e ritengo che, in tale prospettiva, una sinergia tra questo istituto e l’Osservatorio ambientale che ha sede a Marsiconuovo non solo sia auspicabile ma necessario, affinché vi sia anche un travaso di conoscenza per quanto riguarda i processi industriali e tecnologici. Auspico che anche questa scuola – ha concluso Macchia – per il patrimonio di conoscenza dei processi produttivi industriali che presuppone, possa essere un nodo della rete di monitoraggio e di controllo da implementare a tutela dell’ambiente e della salute”.
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