Vita: le parole chiave del piano salute

Interazione, interconnessione ed integrazione, tre pilastri che per il capogruppo del Psi devono diventare patrimonio e pane quotidiano per chi opera nel settore sanitario

“Il Piano della Salute si caratterizza per tre significati principali che cominciano con la lettera ‘i’: interazione, interconnessione ed integrazione. Sono le tre parole chiave che devono diventare patrimonio e pane quotidiano per chi opera nel settore sanitario”. A sostenerlo è il presidente della Quarta Commissione consiliare permanente, Rocco Vita (Psi) che ha tenuto in Consiglio la relazione di base a conclusione dei lavori della Commissione che dall’ottobre 2011 ha dedicato decine e decine di sedute e numerosissime audizioni.

”Si tratta – aggiunge il capogruppo socialista – di messaggi che se riusciamo a trasferire non solo agli operatori ma a tutti gli utenti possono rappresentare la vera discontinuità e, al tempo stesso, anche la vera forza del piano. Compito della politica e di chi la rappresenta – continua – è quella di assicurare ai lucani una sanità di qualità e omogenea, una linea che rappresenta il tentativo centrale del piano; non sono più tollerabili tante disfunzioni e tanti ritardi e nemmeno ci possiamo consentire di avere in Basilicata cittadini di serie A e di serie B”.

Secondo Vita “è questo un compito ancora più arduo, ma necessario ed irrinunciabile, sapendo che le risorse sono sempre meno. Per questo, oggi, sono da dimenticare tentennamenti e indecisioni di cui il passato ne è testimone. Oggi ci vuole più rigore ma anche tanto coraggio. Oggi, occorre tanto coraggio a svincolarsi da sollecitazioni e suggerimenti che spesso rispondono solo a logiche locali ed individuali. In tal senso sostengo che bisogna aiutare chi le decisioni le deve prendere nel quotidiano, aiutare anche ad uscire, se mi permettete con una parola forte, da quei cerchi magici che tanto vanno di moda e non sempre sono lontano da noi”.

Nel ribadire che “con il Piano si vuole imboccare intanto quell'inversione da tempo auspicata che non riusciamo a raggiungere, anche se siamo sulla buona strada, in quel rapporto fra ospedale e territorio”, il capogruppo Psi evidenzia che “è il territorio che deve raggiungere alcuni parametri, tra tutti il 51 per cento della spesa sul territorio, nella consapevolezza che dove non funziona il territorio non funziona la sanità. Resta comunque l’incertezza, specie finanziaria, per quello che sta accadendo in Italia con la spending review. Poi vogliamo raggiungere una migliore qualità, oltre che quantità, dei servizi negli ospedali, che mantengono strutturalmente la stessa impalcatura del precedente Piano che punta sull’ Azienda ospedaliera San Carlo, un presidio ospedaliero Madonna delle Grazie di Matera, il primo DEA di secondo livello e DEA di primo livello quello di Matera, l'Irccss-Crob di Rionero che è l'Ospedale ad elevata specializzazione oncologica e quattro PSA, sedi dei presidi per acuti, che sono Lagonegro, Melfi, Policoro, Villa d'Agri ed infine gli Ospedali Distrettuali”.

“Al distretto della salute – conclude Vita – che è il punto più importante ma che ha anche tanti rischi e tante incognite, si richiede di coordinare funzioni di salute presso una comunità, assumendo funzione di perno delle reti di servizi da impiantare sul territorio”.

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