Viaggio memoria: lettera del Segretario gen. di Napolitano

Una lettera di ringraziamento del segretario generale della Presidenza della Repubblica è arrivata ai Presidenti delle Province di Roma, Potenza e Pesaro Urbino in relazione al recente “viaggio della memoria 2011”.
“Il Presidente Napolitano – come si legge nella lettera- ha particolarmente apprezzato che questa benemerita iniziativa sia stata inserita nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Condivide la convinzione che sia necessario trasmettere alle giovani generazioni la memoria che tutti ci unisce, memoria di eventi fausti e di eventi tragici che hanno segnato la storia d’Italia e d’Europa del ventesimo secolo, dalle due guerre mondiali all’avvio del processo di unificazione europea, e si compiace che all’esperienza, drammatica ma profondamente educativa del viaggio ad Auschwitz e Cracovia, abbiano partecipato studenti di tre regioni d’Italia”.
Il Capo dello Stato, inoltre, ha chiesto che gli venga portato lo striscione con il messaggio “L’Italia unita ad Auschwitz. Per non dimenticare” che gli studenti hanno portato a Cracovia e che lega il viaggio della memoria 2011 alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La Provincia di Potenza ha partecipato, lo scorso aprile, al “viaggio della memoria 2011”, assieme ad una rappresentanza di allievi lucani, selezionata dalla Consulta provinciale studentesca.
Proiettare nel futuro il ricordo di un evento tragico, come quello della Shoah, è un dovere, secondo il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, che le istituzioni e la politica devono assumere responsabilmente, facendo da ponte tra le diverse generazioni e consentendo alla "memoria" di farsi "futuro”. Per tale motivo il viaggio, che non a caso ha ricevuto l’apprezzamento del Presidente Napolitano, ha caricato di nuovi e importanti significati le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità, collegando un momento di seria e collettiva riflessione per ricordare la Shoah, le leggi razziali, i campi di sterminio e gli italiani che hanno subito prigionia e morte, alla necessità di attingere da un’attenta lettura della storia, anche dalle pagine più oscure, contributi essenziali per rafforzare e consolidare, nella costruzione del domani, i valori della coesione sociale e del rispetto dell’altro. (r.s.)

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