Venosa, sindaco Tamburriello su ospedale

“Urge chiarire una volta per tutte e nella maniera più esplicita possibile che Venosa e l’Alto Bradano sono vittime di un’usurpazione: è così che deve essere rubricato l’atto perpetrato dalla Regione Basilicata in danno di questi territori”. Lo dichiara il sindaco di Venosa, Bruno Tamburriello, intervenendo nel dibattito in corso sull’Ospedale cittadino.
“Un presidio progettato, costruito e dotato di ogni confort alberghiero, servito da costosissime ed efficientissime infrastrutture tecniche, costantemente manutenuto e periodicamente adeguato alle norme in continuo aggiornamento – aggiunge – viene definitivamente dismesso e destinato a funzioni marginali”.
“Il Consiglio comunale di Venosa aveva assunto decisioni unanimi”, ricorda il sindaco. Ma, con le scelte operate, “si dispone, da subito, ad intasare ed immediatamente dopo, a strozzare l’Ospedale di Melfi, decisamente incapiente, in alcun modo adattabile ed assolutamente inadeguato ad accentrare la gestione delle emergenze, delle urgenze, delle acuzie mediche, di quelle chirurgiche, della diagnostica per immagini, di grande parte di quella di laboratorio, del Servizio di Anatomia Patologica, Oncologia Critica Territoriale, Ortopedia, Endoscopia Digestiva, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Neonatologia, Rianimazione, Centro Immunotrasfusionale, Pronto Soccorso Attivo, Osservazione Breve Intensiva, Servizio Tossicodipendenze”.
Mentre, per quanto riguarda l’Ospedale venosino “persino l’Oculistica, offerta come unità di “eccellenza” – sottolinea Tamburriello – avrà difficoltà a reggere e sarà costretta a subire le limitazioni imposte dall’assenza di un Pronto Soccorso Attivo, della Rianimazione e dal ridimensionamento dei servizi diagnostici”.
Per il sindaco “il futuro apre solo a due opzioni: una possibile ed attuale, l’altra ideale, cui appartiene il progetto “Ospedale Unico”. La seconda soluzione risolverebbe in modo definitivo il problema dell’allocazione dei servizi nell’Alto Bradano-Venosino-Melfese, ma dovrebbe fare i conti con ostacoli decisivi: da un lato gli impedimenti assoluti del fattore tempo e quello dei costi, dall’altro le resistenze di infidi personaggi che promettono e smentiscono, sottoscrivono e ritrattano”.
“Così legiferando – conclude Tamburriello – la Regione ha demolito la sanità e si accinge a prostrare definitivamente l’intera economia di un’area che da troppo tempo trascura e sistematicamente espropria di beni, servizi ed infrastrutture”.
BAS 05

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