"La richiesta di ferie per il periodo pasquale, persino nel pubblico impiego, anche negli uffici della Basilicata, è stata decisamente ridotta rispetto agli anni scorsi sia di Pasqua “bassa” come l’attuale (inizio aprile) che alta (verso fine aprile). Ed è il presidente del Consiglio dell'Ordine degli Psicologi Fusari per primo ad ammettere che non è certo la pioggia il maggiore fattore di condizionamento sulla decisione di assentarsi o meno dal lavoro. La verità è che il Paese sta attraversando un forte periodo di crisi e i soldi per fare una vacanza, anche breve, non ci sono". Lo dichiara in una nota il segretario regionale della Uil, Carmine Vaccaro.
"Sempre gli psicologi del lavoro – prosegue – parlano di atteggiamento del lavoratore che si è attestato in comportamenti che gli danno maggiore rassicurazione. Dunque meglio restare a lavoro sino all’ultimo giorno e rientrare subito dopo il Lunedì dell’Angelo. Il lavoratore italiano – ci dicono gli psicologi del lavoro – non ha molte speranze davanti a sè. Si continua a parlare di crisi e a sentire commenti negativi sulla riforma del mercato. Un insieme di agenti che come effetto hanno quello di limitare le proprie scelte, anche quelle di astenersi dal lavoro e di alimentare nuove incertezze e preoccupazioni. In Italia, purtroppo, c’è solo una certezza: la mancata crescita economica trascina con sé il disagio del lavoro. Il costante aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione da Gennaio, con il picco più alto nel mese di Marzo (circa 100 milioni di ore con un aumento del 21,6% su Febbraio), fa registrare nel I trimestre di quest’anno, un aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2011 delle richieste da parte delle aziende. La Cassa in deroga, con il numero di ore autorizzate più alto degli ultimi 20 mesi, esplode (37,6 milioni di ore che rappresentano nel mese il 37.7% del totale delle ore richieste), e ciò segnala come il calo dei consumi impatti violentemente sulle piccole imprese di tutti i settori. Lascia sorpresi e preoccupati, ancor di più dopo questi dati, come nella proposta di legge di riforma del mercato del lavoro sia assente qualsiasi intervento per rendere strutturale lo strumento di protezione sociale “durante il rapporto di lavoro” per milioni di lavoratori e il Parlamento dovrà correggere questa evidente stortura. Il Sindacato, ora più che mai, sarà chiamato ad assumere iniziative affinché la Politica si ponga il tema del rilancio economico del Paese senza il quale qualsiasi riforma del Lavoro rischierebbe di essere insufficiente ed inadeguata a dare un futuro meno drammatico ai lavoratori”.